Ebola, l’Oms: “Migliaia di nuovi casi in Liberia nelle prossime settimane”

Un murales con la descrizione dei sintomi del virus Ebola, Monrovia, Liberia (DOMINIQUE FAGET/AFP/Getty Images)
Un murales con la descrizione dei sintomi del virus Ebola, Monrovia, Liberia (DOMINIQUE FAGET/AFP/Getty Images)

L’epidemia di Ebola si sta diffondendo in maniera esponenziale in Liberia, con migliaia di nuovi casi attesi nelle prossime tre settimane e gli interventi convenzionali di controllo messi in campo finora «non stanno avendo un impatto adeguato». È l’allarme lanciato dall’Organizzazione mondiale della sanità che ha esortato le agenzie umanitarie a prepararsi ad aumentare gli sforzi di tre o quattro volte nel Paese africano e altrove per evitare la catastrofe. L’Oms, indicando nei mezzi di spostamento in uso in Liberia, sopratutto i taxi e le moto taxi come «una fonte di potenziale trasmissione del virus» pericoli che un sisitema sanitario inefficiente e ormai al collasso non riesce ad arginare inefficacemente.
Intanto la stessa Organizzazione mondiale della sanità ha approvato la possibilità di curare i malati di Ebola usando il sangue di chi è guarito dotato di anticorpi contro il virus. Lo ha reso noto la direttrice generale aggiunta, Marie Paule Kieny, al termine di una riunione di oltre 200 esperti a Ginevra. La terapia con plasma o sangue di persone guarite o convalescenti, ha spiegato Kieny, potrebbe essere utilizzata da subito, mentre i risultati su due potenziali vaccini dovrebbero arrivare entro novembre. In caso positivo, hanno sottolineato gli esperti Oms, le prime immunizzazioni potrebbero essere fatte sul personale sanitario già nei mesi successivi. A richiedere l’utilizzo del sangue dei guariti erano stati anche diversi ricercatori mondiali, tra cui Peter Piot, uno degli scopritori del virus Ebola. “Il siero di convalescente è stato utilizzato già nel 1995 per un’epidemia di Ebola a Kikwit, nella Repubblica Democratica del Congo, con buoni risultati” ha detto Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’istituto Spallanzani di Roma e fra i partecipanti alla riunione a Ginevra mentre “Per i farmaci ci sono tante prospettive ma niente per oggi”. L’Oms ha comunque ammonito che non si deve riporre troppa speranza nelle terapie e che non si deve distogliere l’attenzione dalla lotta tradizionale al virus, fatta di prevenzione, contenimento dei casi, sorveglianza dei potenziali malati e comunicazione efficace dei rischi. Per il segretario dell’Onu Ban Ki-Moon, un’efficace lotta all’epidemia comporta spese sanitarie e di prevenzione non inferiori ai 600 milioni di dollari. La Commissione Ue ha annunciato uno stanziamento di 140 milioni di euro. Il presidente Obama ieri intervistato dal programma della Nbc “Meet the Press”ha annunciato l’invio di militari Usa nei Paesi dell’Africa Occidentale colpiti dall’Ebola. La mobilitazione internazionale contro l’epidemia è dunque in atto: le prossime settimane saranno cruciali, non si stanca di ammonire l’Oms.

Redazione