“Spese pazze”, sotto accusa tutti i gruppi consiliari

Emilia Romagna, la sede della Regione (licenza CC-BY-SA-3.0)
Emilia Romagna, la sede della Regione (licenza CC-BY-SA-3.0)

Non solo Matteo Richetti, Stefano Bonaccini e gli altri consiglieri del Pd dei quali si ha notizia da ieri pomeriggio; secondo quanto affermato da diverse agenzie di stampa e rilanciato da Rainews24 in questi minuti, infatti, il nuovo filone dell’inchiesta sulle “spese pazze” in Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna non risparmierebbe nessuno dei gruppi presenti. Già da ottobre 2013 risultano indagati tutti i capigruppo.

Intanto, in un comunicato, la Procura di Bologna fa sapere di aver “lavorato anche in agosto” e che “richieste di iscrizione nel registro degli indagati sono giunte lunedì 8 e martedì 9 settembre dagli avvocati difensori dei Richetti e Bonaccini. Gli avvocati hanno ottenuto immediatamente le certificazioni richieste. Questi i fatti. Continueremo a lavorare con serietà e in silenzio”.

E’ intanto partita la corsa alle candidature nel Movimento 5 Stelle, una corsa che dovrebbe escludere Andrea De Franceschi, esponente di spicco e capogruppo pentastellato, in base a due norme messe a punto in queste ore: la sottoscrizione “Dichiaro di essere consapevole che al momento della candidatura e durante l’intero mandato il candidato non dovrà avere riportato condanne in sede penale né essere inquisito” e la clausola “Non dovrà avere una carica elettiva in corso e se eletto non dovrà aver rinunciato ad una carica elettiva”.

Redazione online