Ue: tracollo dell’industria italiana, produzione a -25% dal 2007

Stabilimento della Maserati (Filippo Alfero/AFP/Getty Images)
Stabilimento della Maserati (Filippo Alfero/AFP/Getty Images)

Negli anni della crisi economica l’industria italiana ha subito un vero e proprio tracollo. Lo certifica la Commissione Europea che nel suo rapporto sulla competitività, oltre a posizionare l’Italia tra i Paesi in declino, segnala che dal 2007 al 2013 la produzione industriale italiana è diminuita del 25%. L’ultima perdita, quella del 2013, è stata del 5%. Un dato molto preoccupante che evidenzia, se ancora ce ne fosse bisogno, lo stato di grave crisi del nostro sistema produttivo affetto da una costante deindustrializzazione, con le inevitabili conseguenze fortemente negative su occupazione e Pil. Tra i settori maggiormente colpiti dalla crisi ci sono elettrodomestici, auto e calzature, che per lungo tempo sono stati la colonna portante dell’industria italiana. Oltre alla produttività stagnante, ad aumentare le difficoltà per il nostro sistema industriale contribuiscono anche i prezzi dell’energia, tra i più alti d’Europa.

Nonostante la situazione di declino industriale, l’Italia rimane un Paese fortemente manifatturiero, con il relativo settore che contribuisce al 15,5% del Pil, sopra la media europea che è del 15,1%. La manifattura inoltre, sottolinea il rapporto della Commissione Ue, è una “fonte essenziale di innovazione e competitività”, contribuendo per il 70% alla spesa privata in ricerca e sviluppo e fornendo quasi l’80% delle esportazioni. La produzione industriale è in ripresa, anche se lenta e irregolare. Va poi aggiunto che a partire dal 2011 l’export è stata “l’unica componente ad aver contribuito positivamente alla crescita”. Il mercato interno rimane pertanto ancora debole.

Nel rapporto della Commissione Ue sulla competitività in Europa, l’Italia viene collocata nel gruppo di Paesi di seconda fascia già dotati di alta competitività ma ora in fase stagnante o di declino.

Redazione