Ue, frase di Katainen a Renzi alimenta la polemica politica

Jyrki Katainen, Primo Ministro della Finlandia (Getty Images)
Jyrki Katainen (Getty Images)

Le dichiarazioni del Commissario europeo per gli affari economici e monetari, Jyrki Katainen, in replica ad alcune affermazione del presidente del Consiglio, Matteo Renzi (“All’Italia non servono lezioni dall’Europa, quanto i 300 miliardi di finanziamenti messi in programma”, aveva detto il premier”), stanno alimentando la discussione politica e c’è già stato un botta e risposta tra esponenti di Forza Italia e del Partito Democratico.

Ha detto Katainen: “La Commissione Europea non è una maestra, siamo collaboratori. Stiamo solo valutando il modo in cui i vari Paesi stanno perseguendo i loro impegni e quanto promesso agli altri Stati membri”. Le parole del commissario europeo sono state rilanciate su Twitter dal capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta, che ha sostenuto: “Che botta Katainen a Matteo Renzi. ‘Non siamo maestri, ma interpreti’. Morale: in Europa non si improvvisa”.

Immediata la replica da parte del Pd, con il deputato Marco Di Maio: “L’inesauribile onorevole Brunetta sappia che non prendiamo lezioni neanche da un interprete di un governo che aveva portato l’Italia sull’orlo del baratro. Per evitare il disastro, le istituzioni europee furono costrette a prendere carta e penna e dettare al nostro Paese le soluzioni per salvarci dalla crisi. Fummo in pratica commissariati dall’Europa: quella sì che fu una botta”.

“Di quel governo, che nessun cittadino italiano rimpiange, l’onorevole Brunetta era un esponente di primo piano”, ha chiosato l’esponente Pd.

Redazione online