Papa Francesco a Redipuglia ricorda l’inizio del primo conflitto mondiale (fotogallery)

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:52
Papa Francesco prega al sacrario militare di Redipuglia (OLIVIER MORIN/AFP/Getty Images)
Papa Francesco prega al sacrario militare di Redipuglia (OLIVIER MORIN/AFP/Getty Images)

Papa Francesco è atterrato all’aeroporto Ronchi dei Legionari, in Friuli Venezia Giulia, dove oggi si è recato per commemorare il centenario dell’inizio della prima guerra mondiale. Ad accogliere il Pontefice, che ha celebrato messa nel celebre ossario militare di Redipuglia, c’erano il ministro della Difesa Roberta Pinotti e il presidente della Regione Debora Serracchiani. Prima di recarsi al Sacrario militare, Bergoglio si è fermato per una sosta privata al cimitero austro-ungarico di Fogliano di Redipuglia, dove si è raccolto in preghiera per alcuni minuti. Qui sono sepolte le salme di 14.550 caduti in quest’area nel corso della Prima Guerra Mondiale.

Dopo la tappa intermedia, Papa Francesco è arrivato al Sacrario militare di Redipuglia, dove sono invece custodite le salme di 100.187 caduti della Grande Guerra. Ad accoglierlo ci sono Santo Marcianò, Ordinario Militare per l’Italia, e insieme al Pontefice celebreranno la messa i cardinali Christoph Schonborn, arcivescovo di Vienna, e Josip Bozanic, arcivescovo di Zagabria.

L’omelia di Papa Francesco è stata sintetica, come di consueto, ma densa di contenuti e messaggi forti in opposizione alla guerra, di qualunque tipo essa sia: “”Dopo aver contemplato la bellezza del paesaggio di tutta questa zona, dove uomini e donne lavorano portando avanti la loro famiglia, dove i bambini giocano e gli anziani sognano… trovandomi qui, in questo luogo, trovo da dire soltanto: la guerra è una follia. Mentre Dio porta avanti la sua creazione, e noi uomini siamo chiamati a collaborare alla sua opera, la guerra distrugge”.

“Sopra l’ingresso di questo cimitero, aleggia il motto beffardo della guerra: ‘A me che importa?’. Tutte queste persone, i cui resti riposano qui, avevano i loro progetti, i loro sogni…, ma le loro vite sono state spezzate. L’umanità ha detto: ‘A me che importa?'”, ha detto il Pontefice citando “La risposta di Caino”: “La guerra non guarda in faccia a nessuno: vecchi, bambini, mamme, papà… ‘A me che importa?'”

“La cupidigia, l’intolleranza, l’ambizione al potere… sono motivi che spingono avanti la decisione bellica, e questi motivi sono spesso giustificati da un’ideologia; ma prima c’è la passione, c’è l’impulso distorto. L’ideologia è una giustificazione, e quando non c’è un’ideologia, c’è la risposta di Caino: ‘A me che importa?’, ‘Sono forse io il custode di mio fratello?'”.

“Anche oggi, dopo il secondo fallimento di un’altra guerra mondiale, forse si può parlare di una terza guerra combattuta ‘a pezzi’, con crimini, massacri, distruzioni…”.

Nella messa al Sacrario di Redipuglia, papa Francesco ha puntato il dito contro “questi pianificatori del terrore, questi organizzatori dello scontro, come pure gli imprenditori delle armi”, gli “affaristi della guerra”, che “hanno scritto nel cuore: ‘A me che importa?’. Qui ci sono tante vittime. Oggi noi le ricordiamo. C’è il pianto, c’è il dolore. E da qui ricordiamo tutte le vittime di tutte le guerre. Anche oggi le vittime sono tante…Come è possibile questo? E’ possibile perché anche oggi dietro le quinte ci sono interessi, piani geopolitici, avidità di denaro e di potere, e c’è l’industria delle armi, che sembra essere tanto importante! E’ proprio dei saggi riconoscere gli errori, provarne dolore, pentirsi, chiedere perdono e piangere. Con quel ‘A me che importa?’ che hanno nel cuore gli affaristi della guerra, forse guadagnano tanto, ma il loro cuore corrotto ha perso la capacità di piangere”.

“L’ombra di Caino ci ricopre oggi qui, in questo cimitero. Si vede qui. Si vede nella storia che va dal 1914 fino ai nostri giorni. E si vede anche nei nostri giorni”.

“Con cuore di figlio, di fratello, di padre, chiedo a tutti voi e per tutti noi la conversione del cuore: passare da quel ‘A me che importa?’, al pianto. Per tutti i caduti della ‘inutile strage’, per tutte le vittime della follia della guerra, in ogni tempo. L’umanità ha bisogno di piangere, e questa è l’ora del pianto”.

Redazione

Qui di seguito alcune delle immagini di Papa Francesco a Redipuglia (Foto di Afp(Getty Images, clicca per ingrandire)