L’Isis: “David Haines è stato decapitato”

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Gli jihdisti dello Stato Islamico hanno annunciato di aver decapitato il terzo ostaggio, il britannico Davis Haines dopo James Foley e Steven Sotloff. Lo ha rivelto il sito americano Site che monitora sul web le notizie provenienti dal mondo del fondamentalismo islamico. L’account Twitter «Isis Urdu» mostra le immagini dell’esecuzione. Il video si intitola “Un messaggio agli alleati dell’America” e durata di due minuti e 27 secondi. “Questo britannico” dice la voce di un terrorista nel filmato riferendosi all’ostaggio “paga il prezzo della tua promessa, Cameron, di armare i peshmerga contro lo Stato islamico”. Haines, 44enne scozzese, era un operatore umanitario che consegnava aiuti in Siria nel campo profughi di Atmeh per conto di una Ong francese. Era stato rapito nel marzo 2013. La sua morte era stata annunciata nel video in cui i jihadisti mostravano la decapitazione di un altro ostaggio, l’americano Steven Sotloff. Gli jihadisti avevano legato la sua esecuzione alla prosecuzione dei raid in Iraq. Il gruppo estremista ad agosto aveva decapitato anche il giornalista americano James Foley, mostrando l’esecuzione in un video. Oggi i familiari di Haines avevano lanciato un appello ai jihadisti perché si mettessero in contatto con loro. In un comunicato, diffuso dal Foreign Office, si leggeva che i rapitori finora non hanno risposto ai ripetuti tentativi dei familiari di creare un canale di comunicazione.

Nel filmato della decapitazione di Haines l’Isis mostra un altro ostaggio britannico, Alan Henning, minaccia di fargli fare la fine – terribile – degli altri tre.

E’ un omicidio ignobile e rivoltante” ha dichiarato il premier britannico David Cameron in un comunicato pubblicato da Downing Street “Faremo tutto quello che è in nostro potere per dare la caccia a questi assassini”. Il presidente Barack Obama ha prontamente condannato l’assassinio: “Gli Usa lavoreranno assieme alla Gran Bretagna e agli altri alleati per portare i responsabili di questo atto oltraggioso davanti alla giustizia”.

 

Redzione