Ucraina: osservatori Osce sotto i colpi di fuoco a Donetsk. Morti sei civili

Blindati dell'esercito ucraino (Getty images)
Blindati dell’esercito ucraino (Getty images)

Nonostante il cessate il fuoco, entrato in vigore lo scorso 5 settembre, in Ucraina si sono verificate numerose, anche se sporadiche violazioni della tregua, in ultimo, questa mattina a Donetsk, dove gli osservatori dell’Osce hanno denunciato di essersi trovati nel mezzo di vari colpi di mortaio mentre pattugliavano la zona del mercato Putilovka.
Stando a quanto riportano le agenzie russe, gli ispettori hanno lasciato immediatamente l’area.
Fonti del municipio hanno confermato che durante i combattimenti, sei civili sono morti in seguito a conflitti a fuoco ieri sera a Donetsk.

NATO– Il ministro della Difesa ucraino, Valeri Gheletei ha confermato ieri sera che i paesi Nato hanno cominciato a consegnare armi a Kiev per aiutarla a combattere i separatisti filorussi nell’est del paese, così come fu discusso nell’ambito del summit che si è svolto i primi di settembre nel Galles.
“Non ho il diritto di svelare gli specifici Paesi con cui abbiamo raggiunto tale accordo. Ma il fatto è che quelle armi sono già in viaggio verso di noi, questo è assolutamente vero, posso ufficialmente confermarvelo”, ha dichiarato il ministro, mentre alcuni ufficiali della Nato hanno assicurato che non ci sono piani per inviare “assistenza letale”, ma che gli Stati membri possono farlo.
La notizia è stata però smentita dai ministri della Difesa di Italia, Polonia e Norvegia.
L’Italia aveva però precisato che in coordinamento con altri Paesi Ue e Nato stava predisponendo un pacchetto di assistenza militare che comprende forniture di equipaggiamento non letali (giubbotti antiproiettili e elmetti), in linea con quanto concordato con i Paesi partner.

LIBERO SCAMBIO– Ma il governo ucraino, in un paese ancora instabile, incassa anche il rinvio dell’entrata in vigore dell’accordo di libero scambio con l’Unione europea posticipato al 31 dicembre 2015, contrariamente a quanto annunciato dal presidente Petro Poroshenko venerdì scorso.

In una nota congiunta, diffusa al termine dell’incontro trilaterale Ue-Ucraina-Russia, è stato spiegato che la Commissione europea si è detta pronta a mostrare maggiore flessibilità per favorire la stabilizzazione della situazione in Ucraina , se Kiev ratificherà l’accordo di associazione con l’Ue. Una flessibilità che consisterà nel rinviare alla fine del 2015 l’entrata in vigore della parte dell’intesa che prevede l’applicazione di un regime di libero scambio.

La firma dell’accordo al quale rinunciò, l’ex presidente Viktor Yanukovich fu la ragione che scatenò la protesta di Kiev alla quale seguì l’esilio di Yanukovich in Russia e il caos nel paese che ha portato alla richiesta d’indipendenza della Crimea e all’opposizione filorussa nella parte est del paese.

Secondo la nota, l’Ue, Ucraina e Russia hanno sottolineato che proseguiranno le loro consultazioni al fine di rispondere alle preoccupazioni espresse da Mosca, ovvero quello di essere penalizzata dall’accordo economico.
Inoltre proseguiranno anche le trattative per il processo di pace in Ucraina e nel rispetto del diritto del paese e della sua integrità territoriale. Su questa base, Russia e Ucraina hanno confermato che continueranno ad applicare il regime preferenziale agli scambi commerciali tra i due Paesi, a cominciare dalla questione del gas.

Redazione