Vivisezione: raccolte 29 mila firme per liberare i macachi dell’Università di Modena

Laboratorio, vivisezione Germania (screen shot video youtube)
Laboratorio, vivisezione Germania (screen shot video youtube)

All’indomani della denuncia sulle sperimentazioni sui macachi nei laboratori dell’Istituto tedesco di Tübingen, il Max Planck Institute for Biological Cybernetics che ha sollevato un polverone politico in Germania, la Lav aveva ricordato come all’Università di Modena erano state accertati trattamenti simili sui piccoli esemplari di scimmie, sottoposti non solo a sperimenti ripetuti e dolorosi, anche se anestesia, come anche detenuti in condizioni inammissibili e in violazione del diritto degli animali.

Tanto che nel mese di maggio scorso era stata avviata una campagna intitolata “Salviamo i macachi”, promossa dalle associazione Animal Amnesty, Animanimale, Animo, Lac, Lav, Oipa e Zoe che hanno resto noto oggi con un comunicato congiunto che la petizione ha già raccolto 29mila firme sulle 30mial necessarie.

In un comunicato congiunto le associazioni hanno reso noto che “nella petizione si chiede al rettore dell’Università di interrompere gli esperimenti sui macachi all’interno dello stabulario, e la loro cessione ad un centro di recupero idoneo a garantire il benessere psico-fisico degli animali”.

“Il 27 giugno ben 90 parlamentari di tutti gli schieramenti hanno firmato l’appello per la liberazione. Il 28 giugno più di un migliaio cittadini hanno sfilato in corteo pacificamente per le vie di Modena, chiedendo la chiusura di questa linea di ricerca. Il 26 luglio più di 70 professionisti con competenze tecnico-scientifiche, hanno inviato al rettore una dettagliata relazione di analisi al protocollo sperimentale. Nel documento dichiarano che gli esperimenti sui primati non sono affatto indispensabili per gli obiettivi prefissati dai ricercatori, anzi sarebbero facilmente sostituibili con metodologie ben più efficaci e all’avanguardia”, prosegue la nota.

“Durante l’estate, gli attivisti di AnimAnimale e Lav hanno continuato ad informare la popolazione e a raccogliere firme tra la popolazione locale. Anche il professor emerito Carlo Jacoboni, già preside della facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali dell’Università di Modena e Reggio, si è unito alla richiesta di liberazione. Modena inizi a dare l’esempio, come accadde nel 1999 quando per prima s’impose di superare la sperimentazione didattica”, conclude il comunicato.

Redazione

VAI AL LINK SE VUOI FIRMARE ANCHE TU LA PETIZIONE: SALVIAMO I MACACHI DELLO STABULARIO DI MODENA