Consulta-Csm, salta anche l’elezione di Vitali. Oggi il giorno decisivo?

Luciano Violante con D'Alema (VINCENZO PINTO/AFP/Getty Images)
Luciano Violante con D’Alema (VINCENZO PINTO/AFP/Getty Images)

Una seduta comune a sorpresa prevista per oggi pomeriggio a partire dalle 18.00: questa la mossa dei presidenti del Senato e della Camera, Pietro Grasso e Laura Boldrini, per provare a superare l’impasse che al momento riguarda soprattutto l’elezione dei due membri della Corte Costituzionale, anche se il mancato raggiungimento del quorum a un’asticella decisamente più bassa tiene aperta la questione dell’elezione di Luigi Vitali in quota Forza Italia e di un esponente scelto dal Movimento 5 Stelle per quel che riguarda il Csm.

Ieri per una quarantina di voti era saltata l’elezione del “ticket” Luciano Violante-Donato Bruno proposto da Pd e Forza Italia, ma la speranza è che – pallottoliere alla mano – col rientro delle assenze di ieri e qualche “franco tiratore” in meno, i due possano farcela. Un mero calcolo numerico indica chiaramente che l’accordo tra il principale partito di maggioranza e l’opposizione guidata da Silvio Berlusconi non ha mai avuto i numeri sufficienti per raggiungere quota 570: alla compattezza dei due partiti, dunque, si dovrebbe aggiungere anche la “buona volontà” dei partiti minori, considerato che – a detta della maggioranza – gli esponenti pentastellati “hanno confermato che non voteranno mai né per Violante né per Bruno”.

In totale, ieri erano 107 gli assenti al momento del voto, in gran parte del Movimento 5 Stelle, se oggi quindi fosse davvero il giorno decisivo per l’elezione dei membri della Consulta, sarebbe senz’altro una sorpresa. C’è da essere fiduciosi leggendo le parole di Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera, che a “Repubblica” assicura come Violante sia “un grandissimo uomo delle istituzioni, un grande giurista, un garantista. Mi considero ben rappresentato nella Consulta da lui, oltre che da Bruno”. La mancata elezione per una quarantina di voti “vuol dire che il patto regge e che quasi certamente nelle prossime ore avremo i due nuovi giudici della Consulta”.

Reputa la fumata nera di ieri frutto dei malumori in Forza Italia, invece, Roberto Giachetti, deputato Pd di area renziana, che a ‘La Stampa’ spiega come “quando il Pd è stato solo su Violante, e Forza Italia votava scheda bianca, il nostro candidato ha preso 426 voti. Si badi che il Pd pesa per circa 400 voti e, secondo me, tra i nostri non sono mancati più di 20 o 30 voti”. Nessun nuovo caso Prodi, dunque, secondo Giachetti, perché “lì fu un`operazione organizzata; qui è qualche arrabbiatura individuale”. Infine chiama alle proprie presunte responsabilità gli esponenti ‘azzurri’: “Pensate che chi sosteneva il candidato Catricalà il giorno dopo abbia preso bene il cambio di candidato? Direi proprio di no. I voti che mancano a Bruno sono l`inevitabile vendetta di quelli sconfitti su Catricalà”.

Nella giornata di ieri, intanto, sono stati eletti tre membri laici – sui cinque restanti – dl Consiglio Superiore della Magistratura: si tratta d Elisabetta Alberti Casellati (area Fi) con 489 voti, Teresa Bene (area Pd) e Renato Balduzzi (area Sc) con 486 preferenze. E’ saltata, come detto, l’elezione di Luigi Vitali, fermatosi a una sessantina di voti dal quorum: su di lui pesano le polemiche per due indagini che lo riguardano e che sono state evidenziate dal Movimento 5 Stelle. A proposito dei pentastellati, manca ancora in maniera evidente l’accordo sul nome proposto da loro: anche ieri sia Alessio Zaccaria che Nicola Colaianni si sono fermati abbondatemente al di sotto del quorum previsto.

Redazione online