Elezioni in Crimea, vince partito di Putin. Nuova condanna da Ue

Festeggiamenti popolazione filo russa a  Sebastopoli, Crimea (Getty images)
Festeggiamenti popolazione filo russa a Sebastopoli, Crimea (Getty images)

Si sono celebrate ieri in Crimea le prime elezioni dopo il referendum che ne ha sancito, nel marzo scorso, l’elezione alla Russia, non avallata però dalla comunità internazionale. Il voto ha di nuovo “premiato” Vladimir Putin: stando infatti ai primi dati, sulla metà delle sezioni scrutinate, Russia Unita avrebbe conquistato il 70% dei voti, mentre l’unico partito oltre a quello del presidente ad aver superato la soglia per entrare nel Parlamento federale è stato il Partito liberal-democratico di Vladimir Zhrinovsky.

L’affermazione di Russia Unita è stata comunque preponderante in tutti i soggetti della Federazione chiamati ieri alle urne, con l’en plein di 30 governatori locali e la maggioranza nei 14 Parlamenti locali. Sulla questione Crimea, però, è arrivata l’ennesima condanna dell’Unione Europea, che attraverso il Servizio di azione esterna ha fatto sapere di non riconoscere “né il quadro giuridico né la legittimità delle ‘cosiddette’ elezioni” che si sono tenute in Crimea”, continuando “a condannare l’annessione illegale della Repubblica autonoma di Crimea e della città di Sebastopoli da parte della Federazione russa e non la riconoscerà”.

Sul fronte della diplomazia internazionale, nella serata di ieri c’è stato un colloquio telefonico tra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente della Commissione europea José Manuel Durao Barroso, avente a oggetto, secondo quanto riferito dal Cremlino l’attuazione dell’accordo di associazione dell’Ucraina all’Europa, previsto per gennaio 2016, e la fornitura di gas russo all’Unione Europea. A preoccupare Mosca, ma anche l’Unione Europea, ancora una volta, la situazione di tensione in Ucraina, in particolare nella zona a est della capitale Kiev.