Ucraina: ancora civili uccisi a Donetsk. Il parlamento di Kiev approva autonomia per l’Est. Ratificato accordo Ue

Militari ucraini per le vie di Donetsk (ANATOLII STEPANOV/AFP/Getty Images)
Militari ucraini per le vie di Donetsk (ANATOLII STEPANOV/AFP/Getty Images)

Nuove vittime civili si segnalano a Donetsk, nell’est dell’Ucraina, dove sono in corso i combattimenti tra truppe di Kiev e ribelli filo-russi. Tre persone sono morte, mentre altre cinque sono rimaste ferite, tutte civili, durante i bombardamenti delle ultime 24 ore. La notizia è stata data dall’amministrazione comunale di Donetsk. La tregua concordata il 5 settembre è sempre meno rispettata e ieri anche gli osservatori dell’Osce sono finiti sotto i colpi di artiglieria. Il conflitto tra governo ucraino e separatisti filorussi nell’est dell’Ucraina va avanti da cinque mesi. Una vera e propria guerra che ha provocato finora oltre 3mila morti.

Per oggi è attesa la ratifica dell’accordo di associazione tra Ucraina e Unione Europea. Le firme sull’accordo verranno poste simultaneamente, con i parlamenti di Strasburgo e di Kiev riuniti in contemporanea e collegati in diretta. Con l’accordo l’Ucraina si allontana ancora di più dalla Russia. Il presidente ucraino Petro Poroshenko definisce questa una giornata storica” per il Paese. L’applicazione commerciale dell’accordo, tuttavia, è stata rimandata a gennaio 2016, un rinvio ottenuto dalla diplomazia russa. Poroshenko ha comunque assicurato che “dopo la ratifica, ci sarà un primo Consiglio di Associazione tra l’Unione europea e l’Ucraina il prossimo 17 novembre. Si tratta di un meccanismo pratico per la realizzazione dell’accordo e l’applicazione delle sue linee guida, che si concentrano sulle riforme”, ha spiegato.

Nel frattempo, allo scopo di dare una soluzione al conflitto con i separatisti, il presidente ucraino ha presentato al Parlamento di Kiev due proposte di legge per la concessione di uno statuto speciale con un’autonomia limitata alla zona est del’Ucraina, controllata dai filorussi e per un’amnistia condizionata ai miliziani. La concessione dell’autonomia era già prevista nel piano di pace firmato il 5 settembre con i ribelli e introduce anche la convocazione di elezioni amministrative anticipate, il prossimo 7 dicembre, in alcuni distretti delle regioni separatiste di Donetsk e Lugansk. Regioni che nei mesi scorsi si erano autoproclamate indipendenti, contro la volontà del governo di Kiev e senza il riconoscimento della comunità internazionale. L’altra proposta di legge introduce l’amnistia per quei miliziani filorussi che siano disposti a deporre le armi e che non abbiano preso parte a omicidi premeditati o altre azioni particolarmente efferate e che, in particolare, non siano coinvolti nell’abbattimento dell’aereo della Malaysia Airlines dello scorso 17 luglio, che secondo Kiev è avvenuto per mano dei separatisti.

In mattinata, il Parlamento ucraino ha ratificato l’accordo con l’Unione europea e ha approvato le proposte di legge di Poroshenko.

Anche il Parlamento di Strasburgo ha ratificato l’accordo con l’Ucraina, tra gli applausi  degli europarlamentari e la soddisfazione del presidente Martin Schulz, che ha parlato dell’Ucraina come di una democrazia libera e non pilotata. La plenaria dell’aula di Strasburgo ha votato per la ratifica a larghissima maggioranza con 535 i sì, 127 i no, 35 gli astenuti. Il voto è stato preceduto dagli interventi di Schulz e del presidente ucraino Poroshenko, entrambi hanno affermato: “Quello di oggi è un giorno storico“.

Redazione