Ucraina, instabilità: due vittime a Donetsk

Militari ucraini a Donetsk (Getty images)
Militari ucraini a Donetsk (Getty images)

Proseguono le violazioni del cessate il fuoco, stipulato lo scorso 5 settembre, ad est dell’Ucraina: si apprende che almeno due civili sono stati uccisi e altri tre sono stati feriti da proiettili di artiglieria sparati a Donetsk, la città controllata dai miliziani separatisti e assediata dall’esercito di Kiev.
I combattimenti stanno proseguendo e nei pressi dell’aeroporto della città si sentono spari ed esplosioni.
Secondo le agenzie russe, i colpi di artiglieria si sono abbattuti sul quartiere Kiivski, dove alcune abitazioni sono in fiamme

Regna l’instabilità nel paese a dispetto dei progressi da parte del governo per la ratifica dell’accordo di libera associazione con l’Unione europea.
Ieri anche la plenaria del Parlamento europeo ha ratificato a larga maggioranza l’accordo di associazione con l’Ucraina con 535 sì, 127 no e 35 astenuti.
In contemporanea, anche il Parlamento ucraino ha votato l’accordo ed in collegamento televisivo con il parlamento di Kiev preceduti da interventi del presidente Martin Schulz e del presidente Petro Poroshenko.

“Un giorno storico” per l’Ucraina e per l’Europa, così come sostenuto da Schulz e Poroshenko che tuttavia ha registrato anche molte proteste a scapo di alcuni membri dell’ex governo ucraino filorusso di Viktor Ianukovich.
Molti manifestanti nazionalisti si sono riuniti ieri davanti al parlamento ucraino e hanno aggredito un deputato del partito delle Regioni dell’ex presidente: il parlamentare Vitali Zhuravski è stato trattenuto con violenza e gettato all’interno di un cassonetto.

Il Parlamento ucraino al contempo ha approvato un progetto di legge che prevede uno “status speciale” per tre anni riservato ad alcuni distretti delle regioni “separatiste” di Donetsk e Lugansk, nonché delle elezioni locali anticipate al 7 dicembre.
Inoltre, il parlamento ha approvato un progetto di legge per amnistiare a certe condizioni i separatisti del sud-est.

Tuttavia, come riporta l’Ansa, il primo vice premier dell’autoproclamata repubblica popolare di Donetsk, Andrei Purghin, in un’intervista alla tv russa Rossia 24, ha ribadito che i filorussi non possono “accettare alcuna unione politica con l’Ucraina di oggi” e che “né il federalismo né altri -ismi di questo tipo possono essere discussi”.

Redazione