Referendum Scozia, le reazioni politiche in Italia

Seggi per voto su referendum indipendenza in Scozia (Getty images)
Seggi per voto su referendum indipendenza in Scozia (Getty images)

L’eco del referendum scozzese ha avuto riflessi anche in Italia; tra i primi a commentare i risultati, gli esponenti della Lega Nord, col segretario federale Matteo Salvini che ha sottolineato via Facebook: “Uno splendido esempio di democrazia, di partecipazione, di orgoglio. Anche se stavolta hanno vinto i ‘no’, da oggi in Europa e in Italia niente sarà più come prima. E comunque, grazie al Referendum, da oggi gli Scozzesi avranno forza, poteri e denaro in più”.

Soddisfazione anche dall’eurodeputato leghista Gianluca Buonanno, intervistato da Radio Città Futura: “Se il fronte del si all’indipendenza avesse vinto, avrebbe ottenuto un risultato storico inseguito da tanti anni. Ma anche così gli scozzesi otterranno tante concessioni, quelle annunciate da Cameron, che gli consentiranno di stare meglio. Hanno fatto bene a tirare la corda, avranno comunque dei benefici”. Buonanno ha aggiunto: “Per l’Italia io rimango fedele al modello delle macro-regioni tracciato 25 anni fa da Miglio. Lo vedo nella mia Valsesia, la gente è stufa di dover pagare le tasse per Roma”.

Stefano Lucidi, capogruppo M5S in commissione Affari Esteri, ha sottolineato: “L’indipendenza della Scozia è sfumata, ma la vittoria del popolo scozzese sta nella possibilità di decidere del proprio futuro su un tema così importante e di farlo con un Referendum. Il risultato non fermerà l’onda separatista in Europa o per lo meno Belgio, Spagna, Olanda e anche l’Italia continueranno a premere per le loro istanze”.

Da parte sua, il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha inviato un messaggio al premier britannico David Cameron: “L’Unione Europea trarrà sicuro giovamento da un rinnovato impegno del Regno Unito a rafforzare la nostra azione comune per dare risposte concrete alle giuste richieste dei nostri cittadini di sviluppo economico e capacità di affrontare le tante sfide internazionali”. Renzi ha aggiunto: “La valorizzazione delle diversità e delle ricchezze dei nostri territori, non la frammentazione, è la risposta che il popolo scozzese, giustamente fiero della sua storia e tradizioni, consegna a tutti noi”.

Nel Pd, il senatore Vannino Chiti, presidente della commissione Politiche dell’Unione Europea, nota: “Il referendum solleciterà il Regno Unito ad un rinnovamento istituzionale ancor più profondo, nel segno delle autonomie. Il no all’indipendenza è anche un segnale all’Unione europea: non avrà un grande futuro se si mostrerà caratterizzata da centralismi burocratici e da politiche di austerità senza sviluppo, una istituzione che opera o assiste passiva a riduzioni di diritti e crescita di disuguaglianze”.

“Se l’Unione Europea non vuole deflagrare tra mille particolarismi ed egoismi deve cambiare: ridando spazio alla solidarietà, rispettando le differenze, valorizzando le autonomie”, è il commento su Facebook di Gianpiero D’Alia, deputato e presidente Udc. E Pier Ferdinando Casini, presidente della Commissione Affari esteri del Senato, ospite della trasmissione “Agorà”: “Bisogna essere seri, non si possono sottoporre gli Stati a continui stress di questo tipo”. Infine Maurizio Sacconi di Ncd: “Il voto espresso dalla maggioranza degli elettori scozzesi guarda al futuro. Nel nostro futuro i processi di pace e di sviluppo si producono solo se prevalgono i processi di ricomposizione rispetto a quelli di disgregazione”.

Redazione online