Censis: un italiano su tre teme di diventare povero

Una mendicante (Foto: GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images)
Una mendicante (Foto: GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images)

Gli italiani sono un popolo di persone spaventate. È quanto emerge da uno studio del Censis, “Diario della transizione“, che rivela come i nostri concittadini evitino di spendere i propri soldi a causa delle incertezze sul futuro, facendo lievitare i depositi bancari ma anche l’uso del denaro contante. In questi anni di crisi economica, spiega il Censis, gli italiani hanno preferito tenere i soldi in contanti o fermi sui conti correnti, per fronteggiare ogni evenienza che si potesse presentare, ma danneggiando in questo modo i consumi. Il valore di contanti e depositi bancari è aumentato di 234 miliardi di euro negli ultimi sette anni – rileva il Censis; le consistenze sono passate dai 975 miliardi di euro del 2007 a una massa finanziaria di 1.209 miliardi nel marzo 2014, con un incremento del 9,2% in termini reali. Come segnala lo studio, contanti e depositi rappresentano il 30% del portafoglio delle attività finanziarie delle famiglie italiane, mentre nell’anno prima della crisi erano solo il 25%. “Ecco che fine hanno fatto i soldi degli italiani”, spiega il Centro studi, definendo gli stessi italiani “l’azienda più liquida d’Italia”.

Negli stessi anni della crisi, sono aumentati anche i soldi accantonati con assicurazioni e fondi pensione: +125 miliardi di euro (+7,2 per cento). Anche le polizze vita sono tornate a crescere, impiegate da molti italiani come “salvadanaio”: i premi raccolti sono passati da 63,4 miliardi di euro nel 2007 a 86,8 miliardi nel 2013 (+21,3% in termini reali).

Questa propensione al risparmio ha fortemente penalizzato i consumi, che dal 2007 ad oggi sono diminuiti del 7,6%. Anche gli investimenti in immobili hanno subito un forte calo: nel 2007 le compravendite di abitazioni erano 807mila, mentre nel 2013 sono state 403mila, praticamente dimezzate.

L’inversione di tendenza nella creazione di risparmio delle famiglie italiane è iniziata nel secondo trimestre del 2012, quando dai 20,1 miliardi di euro si è passati ai 26 miliardi del primo trimestre 2014, con un incremento dei risparmi del 26,7% in termini reali. La propensione al risparmio è cresciuta dal 7,8% al 10%, nonostante il reddito disponibile delle famiglie sia diminuito dell’1,2% nello stesso periodo e nonostante la bassa inflazione abbia attenuato la riduzione del potere d’acquisto.

La paura più grande degli italiani è quella di cadere in povertà, rileva il Censis. Teme di diventare povero il 33% dei nostri concittadini, mentre solo il 30% sente di avere le spalle coperte dal sistema di welfare. Una percentuale, quest’ultima, che invece sale negli altri Paesi europei: 58% in Spagna, 61% nel Regno Unito, 73% in Germania e 74% in Francia. Gli italiani dunque hanno paura del futuro e non si sentono protetti dallo Stato.

Redazione