Ucraina: arrivato terzo convoglio russo di aiuti. Siglato accordo per zona demilitarizzata

Convoglio russo diretto a Lugansk Ucraina dell'est  (Getty images)
Convoglio russo diretto a Lugansk Ucraina dell’est (Getty images)

Mentre a Minsk si stava siglando un Memorandum d’intesa tra il gruppo di contatto (Osce-Russia- Governo ucraino e la delegazione dei separatisti) per risolvere la crisi in Ucraina, la Russia, come anticipato nei giorni scorsi, ha inviato un nuovo convoglio con aiuti umanitari destinati alla popolazione residente nella Regione del Donbass, controllata dai separatisti assediata dall’esercito di Kiev, nella parte orientale dell’Ucraina.
Dopo Lugansk, questa volta il convoglio è stato destinato a Donetsk, l’altra roccaforte dei filorussi, dove sono arrivati circa 200 camion con 2000 tonnellate di cibo, medicine, vestiti, generatori di energia e acqua.
Si apprende che alla frontiera i doganieri ucraini e i rappresentanti della Croce Rossa internazionale si sono rifiutati di ispezionare il carico senza fornire alcun motivo.

A Donetsk si è registrata anche una forte esplosione in una fabbrica di esplosivi e munizioni. Secondo quanto riferisce la tv Russia Today, la deflagrazione ha provocato un vasto incendio e stanno ancora proseguendo delle detonazioni.
Secondo le fonti separatiste, la fabbrica sarebbe stata colpita da due missili.
Alcuni residenti invece ipotizzando che sia stato il calore a far esplodere i proiettili nel deposito.

Intanto ieri, il Memorandum d’intesa siglato dal gruppo di contatto ha stabilito un nuovo accordo di cessate il fuoco e la creazione di una zona demilitarizzata di 30 km nella parte orientale dell’Ucraina.
Il leader separatista Igor Plotnitski ha spiegato che il documento “dovrebbe portare alla realizzazione di una zona di massima sicurezza”.

“Abbiamo firmato un memorandum”, ha confermato un rappresentante della delegazione ucraina, l’ex presidente Leonid Kuchma, precisando che consiste in nove punti.
L’accordo prevede non solo il cessate il fuoco ma anche il ritiro di 15 km di artiglieria pesante da entrambi i lati della “linea di contatto” tra l’esercito ucraino e i filorussi.

“I belligeranti hanno deciso di non usare le armi pesanti nelle aree popolate e vietare il sorvolo di aerei e di droni. L’area sarà sotto la supervisione dell’OSCE”, ha poi aggiunto Kuchma.

Tuttavia, Plotnitski in merito allo statuto di indipendenza della regione del Donbass ha precisato che “non si è ancora discusso dello stato di Lugansk e Donetsk”, riferendosi anche ha quanto sostenuto dal presidente ucraino Petro Poroshenko che all’indomani della firma del cessate il fuoco, siglato il 5 settembre, aveva proposto di assicurare uno “status speciale”, provvisorio alle regioni dell’est e lo svolgimento di elezioni locali nel mese di dicembre.

Redazione