Viaggio in Albania, massima allerta per il Papa

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Con l’intensificarsi dell’offensiva internazionale per contrastare l’avanzata dello Stato Islamico le misure di sicurezza intorno a Papa Francesco sono state rafforzate. E’ noto che la Jihad islamica veda nel Pontefice un simbolo capace di riassumere e rappresentare l’essenza stessa di quell’Occidente considerato l’antagonista per eccellenza del Califfato voluto da Abū Bakr al-Baghdādī. Papa Francesco ha inolte affermato con riferimento all’avanzata dello Stato Islamico “E’ lecito fermare l’aggressore ingiusto”. Per l’organizzazione terroristica la dichiarazione del Pontefice che intende “fermare” il Califfato rappresenta qualcosa di molto simile, dal punto di vista degli jihadisti, ad una dichiarazione di guerra. L’ambasciatore iracheno presso la Santa Sede, Habeeb Al Sadr,  ha parlato del rischio che corre il Pontefice nel corso di un’intervista al Messaggero e non ha esitato a confermare i suoi timori parlando con il Giorno: “Il Papa è un bersaglio dell’Isis – ha detto senza mezzi termini – I nostri analisti fanno ipotesi in tal senso. Sappiamo bene come ragionano questi terroristi. Io non escluderei che l’Isis arrivi a colpirlo”.

In Vaticano nelle ultime settimane e protocolli di sicurezza sono stati potenziati. Il livello massimo d allerta è scattato tre giorni fa, alla vigilia dell’udienza pubblica di papa Francesco. Da settimane gli specialisti dell’Antiterrorismo del Viminale e dei carabinieri del Ros esaminano le segnalazioni che provengono dalle forze dell’ordine e dagli 007, spesso elaborando ciò che viene evidenziato anche dalle strutture di intelligence straniere Secondo alcune fonti nei giorni scorsi è stata trasmessa un’informativa proveniente dall’estero: era stata intercettata una conversazione in arabo tra due uomini dove si parlava si “un atto dimostrativo in Vaticano”. Una dei due uomini è risultato sconosciuto all’intelligence. Dell’altro si è scoperto che è stato in Italia alcuni mesi fa. Potrebbe dunque avere dei contatti e sopratutto aver parlato sulla base di informazioni date da altri. Questo particolare ha portato ad un aumento del sistema di prevenzione. A Piazza San Pietro è stata intensificata la sorveglianza da parte degli uomini in borghese. Controlli vengono svolti anche all’interno, su direttiva della Gendarmeria, in costante contatto con le i servizi di sicurezza italiani. Ad integrare lo schieramento degli uomini dell’Ispettorato di polizia vaticano ci sono pattuglie della Digos e della Mobile. Il rafforzamento delle misure sarebbe finalizzato a un migliore e più capillare controllo dei varchi d’accesso alla piazza per i riti domenicali.

L’allarme sicurezza è massimo anche per il prossimo viaggio di Papa Francesco che domenica sarà in Albania, paese a maggioranza musulmana e spesso rifugio di fondamentalisti come l’imam egiziano Abu Omar rimasto per un anno a Tirana, dove era tenuto sotto sorveglianza da parte del Shish, il servizio segreto albanese. Il Papa partirà dall’aeroporto di Roma Fiumicino alle 7.30 e sarà a Tirana intorno alle 9.00. Il rientro del Pontefice è previsto a Roma Ciampino per le 21.30. Francesco rimarrà dunque a Tirana tutta la domenica. “Non risultano rischi specifici per cui cambiare il modo in cui il Papa si comporta in piazza San Pietro, all’interno del Vaticano o in un viaggio organizzato come il prossimo che compirà domenica in Albania” ha detto il portavoce della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, che tuttavia ha osservato ”Tutti siamo preoccupati per la storia dell’Isis e per quello che sta succedendo nel Medio Oriente e se dicessi che non è una situazione preoccupante per il mondo, direi una sciocchezza”. E infatti l’organizzazione ha curato con estrema attenzione gli aspetti realtivia alla sicurezza. Sono attesi centinaia di migliaia di albanesi cattolici e musulmani, arrivati anche dal Kosovo, dalla Macedonia, dal Montenegro e da altri Paesi europei. A Tirana Papa Francesco officerà la Messa, alle 11.
Piazza Maria Teresa e una parte del boulevard sono inaccessibili al traffico da ieri. Domenica 50 tiratori scelti saranno nei punti chiave della capitale. In pratica Tirana sarà in stato d’assedio con la presenza di 600 uomini della Guardia Repubblicana, oltre a forze di intervento rapido e forze speciali. Tutte le persone che assisteranno alla Messa saranno sottoposte a controlli di sicurezza, che saranno aumentai ai posti di frontiera che uniscono l’Albania al Kosovo e alla Macedonia, Paesi in cui numerosi uominii sono stati reclutati tra gli jihadisti.

Redazione