“Not in my name” i musulmani moderati contro l’Isis

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Non nel nome dell’Islam, non nel mio nome “Not in my name“: l’associazione britannica Active Change ha lanciato una campagna contro il Califfato chiamando i musulmani d’Europa e ribellarsi dinanzi alla rappresentazione dell’Islam data dall’Isis di Abu Bakr al-Baghdadi. “I giovani musulmani britannici sono stanchi della propaganda piena di odio dei terroristi dell’Isis e della produttività dei loro supporter sui social media”, ha raccontato il fondatore di Active Change, Hanif Qadir. “Siamo arrabbiati per come il Califfato sta usando la piattaforme web per radicalizzare i giovani e diffondere le loro parole avvelenate di violenza nel nome dell’Islam”. In Germania per la giornata intitolata “Contro l’odio e l’ingiustizia” i musulmani, durante la tradizionale preghiera del venerdì, hanno condannato le violenze dell’Isis in oltre 2000 moschee. «In nome di Allah si compiano atrocità, si torturano altri esseri umani, si cacciano dalle loro case e si uccidano le persone” è scritto in un messaggio letto per l’occasione in numerose moschee. Dicono di agire sotto le insegne del profeta, ma mostrano con i loro crimini di non aver capito nulla della parola di Allah» le comunità tedesche avvertono una crescente esclusione e ostilità nei loro confronti, a causa dell’immagine dell’Islam rappresentata al mondo dai parte dei miliziani jihadisti.In molte città sono intervenuti alla manifestazioni anche i leader dei principali partiti tedeschi. Tra gli altri sono intervenuti il Ministro dell’Interno Thomas de Maizière e Aydan Ozoguz, una socialdemocratica di origini turche, Ministro dell’integrazione del governo Merkel. L’opposizione ai gruppi terroristici come Isis «è una delle misure più drastiche che abbiamo previsto – ha osservato de Maizière – Ma non possiamo combattere questo fenomeno soltanto con la polizia» c’è bisogno «di un aiuto da parte della società: dei vicini, degli amici, dei genitori. E soprattutto dei musulmani in Germania».