Casa Bianca: l’uomo che ha scavalcato il cancello era armato

Sicurezza rafforzata davanti alla Casa Bianca (SAUL LOEB/AFP/Getty Images)
Sicurezza rafforzata davanti alla Casa Bianca (SAUL LOEB/AFP/Getty Images)

Quello che era sembrato il gesto esuberante di un mitomane si è rivelato essere un atto estremamente pericoloso. Venerdì scorso un uomo di 42 anni, Omar J. Gonzalez, aveva scavalcato la recinzione della Casa Bianca, attraversando il prato di corsa fino a raggiungere il portico nord della residenza del Presidente degli Stati Uniti. L’uomo è stato bloccato e poi arrestato dagli agenti della sicurezza solo quando stava quasi per entrare nel celebre edificio. Il fatto è avvenuto appena pochi minuti dopo che il presidente Barack Obama e le figlie avevano lasciato la residenza in elicottero per andare a trascorrere il weekend a Camp David. Un episodio che aveva suscitato un certo allarme, per la mancata pronta reazione della sicurezza che avrebbe dovuto fermare l’uomo molto prima che questi potesse quasi entrare dentro la Casa Bianca. Il fatto però non aveva preoccupato più di tanto, in un primo momento, pensando si trattasse solo del gesto di un mitomane. Ora, invece si viene a sapere che l’intruso era armato e potenzialmente molto pericoloso.

Gonzalez, un veterano dell’Iraq, aveva con sé un coltello quando ha scavalcato la recinzione della Casa Bianca arrivando fin quasi dentro la residenza del presidente Usa. Non solo, nella sua automobile sono stati trovati 800 proiettili, due asce e un machete. L’uomo dunque era qualcosa di più di un semplice mitomane. Gonzalez era già stato fermato due volte dalle forze dell’ordine. Una prima volta lo scorso 19 luglio, quando, visto vagare con un’ascia in mano nei pressi della Casa Bianca, venne fermato e interrogato dal Secret Service ma senza essere arrestato. Il Secret Service è un’agenzia federale che fa parte del dipartimento della Sicurezza nazionale ed è incaricata di proteggere i leader Usa, sia presenti che passati. Una seconda volta, invece, Gonzalez fu arrestato, ad agosto, quando venne trovato in possesso di un fucile a canne mozze e di uno da cecchino. L’uomo, inoltre, aveva una mappa di Washington Dc su cui aveva segnato la posizione della Casa Bianca. Secondo i parenti, Omar Gonzalez sarebbe affetto da disturbo da stress post-traumatico, forse conseguenza della sua precedente attività di militare.

Il giudice distrettuale che segue il caso ha disposto che l’incursore alla Casa Bianca non possa essere rilasciato su cauzione, almeno fino alla prossima udienza del procedimento aperto contro di lui e fissata al primo ottobre. Gonzalez, infatti, è ritenuto una minaccia per il Presidente degli Stati Uniti e per il suo gesto di venerdì scorso rischia una condanna fino a dieci anni di carcere.

Nel frattempo, intorno alla Casa Bianca, il Secret Service ha rafforzato le misure di sicurezza, piazzando davanti alla recinzione anche delle transenne, che dovrebbero essere provvisorie ma che hanno suscitato il disappunto di alcuni turisti. Gli agenti che sorvegliano l’aera sono aumentati e “controlleranno le persone che non sembrano turisti”, come ha dichiarato una fonte della sicurezza alla Cnn. Stando a quanto riporta l’agenzia TMNews.

Il presidente Obama è preoccupato da quanto accaduto alla Casa Bianca venerdì, ma ha detto di avere fiducia nel Secret Service, come ha riportato il portavoce Josh Earnest.

Redazione