Clima, Greenpeace contro Renzi: “Con quale voce parlerà a New York?”

La bandiera di Greenpeace (ATTILA KISBENEDEK/AFP/Getty Images)
La bandiera di Greenpeace (ATTILA KISBENEDEK/AFP/Getty Images)

“Ci chiediamo con quale voce parlerà Matteo Renzi al summit di New York quest’oggi. Deve essere difficile intervenire in un contesto simile mentre si imprime all’Italia una ‘svolta fossile’, con una deregulation selvaggia per la ricerca e l’estrazione di idrocarburi, neanche fossimo in Arabia, e frenando continuamente la crescita di rinnovabili ed efficienza”, le critiche al premier italiano arrivano da Andrea Boraschi, responsabile campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia in occasione del Summit sul Clima di New York, convocato dal Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon.

Accusa l’esponente italiano di Greenpeace: “L’Italia sta dando un’opaca prova di sé anche in Europa, dove il confronto che dovrebbe portare alla definizione di nuovi target per la protezione del clima sembra assestarsi su obiettivi ben poco ambiziosi, non in linea con i moniti che ci vengono dalla scienza e con il potenziale che l’Unione potrebbe esprimere”. Poi ha concluso: “I recenti disastri del Gargano e di Firenze gli ultimi di una lunga scia di eventi metereologici estremi, devono ricordarci che l’Italia è tutto fuorché al riparo dagli effetti del cambiamento climatico: e deve fare la sua parte, abbandonando le fossili e puntando sulle energie rinnovabili e l’efficienza energetica”.

Redazione online