Gli Usa bomabardano postazioni Isis in Siria

Il Segretario di Stato Usa John Kerry (Allison Shelley/Getty Images)
Il Segretario di Stato Usa John Kerry (Allison Shelley/Getty Images)

Nella notte ci sono stati i primi raid aerei degli Stati Uniti contro postazioni dell’Isis in Siria. I bombardamenti sono stati circa una ventina e hanno interessato la provincia di Raqqa, nel Nord del Paese. Raqqa è la città dove il ‘califfo’ Abu Bakr al Baghdadi ha posto la capitale dello Stato islamico. I raid sono stati effettuati con aerei da combattimento, bombardieri e missili Tomahawk lanciati dalle navi che si trovano in zona e sono stati condotti insieme con i Paesi arabi alleati degli Usa: Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Giordania e Baherein, stando a quanto rivelano fonti della Difesa americana.

“Le forze militari Usa e delle Nazioni partner stanno conducendo azioni militari contro terroristi dell’Isil in Siria”, ha comunicato il portavoce del Pentagono, l’ammiraglio John Kirby. “La decisione di condurre i raid aerei – ha spiegato l’ammiraglio – è stata presa oggi (ieri ndr) dal comandante del Comando centrale Usa sulla base dell’autorizzazione ricevuta dal Comandante in capo”, ovvero il presidente Barack Obama.

Secondo quanto riporta la Ong Osservatorio siriano per i diritti umani, oltre 20 jihadisti dello Stato islamico sarebbero morti nei bombardamenti.

Nei giorni scorsi, il Congresso Usa aveva dato il via libera alla richiesta del presidente Obama di bombardare le postazioni dell’Isis in Siria.

I ribelli siriani non jihadisti uniti nella Coalizione nazionale siriana (Cns) hanno accolto con favore la notizia dei raid Usa contro le postazioni dello Stato Islamico (Is) nel Nord della Siria. “Stanotte la comunità internazionale si è unita alla nostra lotta in Siria contro lo Stato Islamico dell’Iraq e del Levante” (Isil), ha dichiarato in una nota il presidente del Cns, Hadi al-Bahra, il quale ha aggiunto: “Chiediamo a tutti i nostri partner di mantenere la pressione sul regime di Assad”.

In giornata sono proseguiti i bombardamenti contro i jihadisti in Siria, questa volta nella regione di Bukamal, al confine con l’Iraq. I nuovi raid sarebbero stati 22. Lo comunica l’Osservatorio per i diritti umani. Intanto, la Giordania ha confermato ufficialmente la propria partecipazione ai raid Usa contro lo Stato Islamico in Siria. La conferma è arrivata da un comunicato del Ministero della Difesa giordano citato dalla tv al Arabiya. Le autorità giordane hanno spiegato di aver partecipato all’operazione per impedire infiltrazioni dei terroristi dell’Isis nel proprio territorio.

Redazione