Ministro Franceschini: “Assurda Iva su e-book, non è supporto informatico”

Dario Franceschini (Getty Images)
Dario Franceschini (Getty Images)

“È una situazione assurda: fa ridere considerare il libro elettronico come fosse un supporto informatico”, ad affermarlo, interpellato dal quotidiano torinese ‘La Stampa’, è il ministro della Cultura Dario Franceschini, il quale ha aggiunto: “Chiederemo ai colleghi l’impegno a superare questo stato di cose, per portare al vertice europeo di novembre una posizione comune e cancellare la disparità”.

Franceschini ha poi fatto delle ipotesi: “Abbiamo valutato varie opzioni, tenendo presente anche lo specifico del contesto italiano, nel quale non si può portare l’Iva dal 22 al 4% perché l’aliquota del 4% è già in deroga rispetto all’Europa. Si potrebbe al limite pensare di portarla al 5%, ma riteniamo ragionevole ipotizzare di portarla all’aliquota superiore, quella del 10%”. Il ministro ha infine sostenuto che “il digitale è l’unico settore in crescita nell’editoria: per aiutare la lettura, va sostenuto in tutti i modi possibili”.

Già in estate, Franceschini aveva richiamato l’Ue e non solo alle proprie responsabilità: “Serviranno regole non soltanto europee, ma globali, per rispondere ai cosiddetti giganti della rete”. Appoggia le proposte del ministro lo scrittore Maurizio Maggiani intervistato dal quotidiano torinese: “Il fascino è lo stesso. Anzi, ormai i libri sono sempre più brutti: carta scadente, strafalcioni, i costi di distribuzione sono folli. Ci saranno sempre edizioni pregiate per i collezionisti, ma per la gente comune è un capitolo chiuso”.

Redazione online