‘Spese pazze’, chiesta l’archiviazione per Bonaccini

Emilia Romagna, la sede della Regione (licenza CC-BY-SA-3.0)
Emilia Romagna, la sede della Regione (licenza CC-BY-SA-3.0)

E’ stata chiesta l’archiviazione, da parte della Procura di Bologna, per Stefano Bonaccini, candidato alle primarie del centrosinistra in vista delle elezioni regionali dell’Emilia Romagna, previste per novembre. L’esponente Pd è sotto inchiesta per peculato nell’ambito di una delle tranche dell’inchiesta sulle ‘spese pazze’ da parte di vari consigli regionali. La richiesta, firmata dai pm Antonella Scandellari e Morena Plazzi, è stata inoltrata al gip, a cui ora spetta l’ultima parola.

Era stato lo stesso Bonaccini, subito dopo esser stato interrogato dalla Procura, a definire l’entità delle spese che gli venivano contestate: “Poco meno di 4mila euro in un periodo di 19 mesi”. Sarebbero “spese per pranzi e cene e rimborsi chilometrici per la mia attivitá di consigliere che ha girato per cinque anni nei territori e teneva i rapporti con gli amministratori”. Aveva chiarito il suo legale, Vittorio Manes: “Si tratta di circa 200 euro al mese, domani faremo istanza di archiviazione”.

Questo oggi il commento di Bonaccini, che ricopre il ruolo di segretario regionale Pd: “Sono sempre stato convinto di aver fornito gli elementi utili a chiarire tutti i profili oggetto di accertamento e fiducioso nell’operato della magistratura. Sono ovviamente molto soddisfatto della richiesta di archiviazione che dimostra il pieno convincimento da parte degli stessi organi inquirenti dell’assoluta regolarità e correttezza dei miei comportamenti”.

Redazione online