L’Isis decapita tre donne in Siria. La Turchia schiera l’esercito sul confine

DONNE CURDE

I miliziani jihadisti dello Stato islamico hanno decapitato quattro miliziani curdi, di cui tre donne peshmerga, fatte prigioniere nel corso dei combattimenti vicino alla città siriana di Kobane a mezzo chilometro dal confine con la Turchia. Le teste delle donne e dell’uomo sono state esposte dagli jihadisti nella vicina città di Jarabulus Lo riferisce l’Osservatorio nazionale per i diritti umani. Intanto forze islamiste dell’Isis continuano ad avanzare dal lato orientale verso Kobane e, dopo un assedio di due settimane, sono arrivate ormai a tre chilometri dalla città. L’offensiva dello Stato Islamico ha costretto oltre 160mila civili a fuggire dalle proprie case e a cercare rifugio oltre confine, nella città turca di Suruc.
Secondo il quotidiano turco Zaman Ankara è ora «in stato di massima allerta». Sarebbero non meno 10.000 i soldati fatti schierare dal Ankara al confine con la Siria mentre i carri armati turchi sono stati posizionati su una collina a ridosso di Kobane. Ora il presidente Tayyep Erdogan si trova in un bivio. Mentre la popolazione di Kobane rischia un bagno di sangue la comunità internazionale e la minoranza curda in Turchia premono per un intervento da parte di Ankara. In molti accusano la Turchia di connivenza con l’Isis allo scopo di indebolire Assad: parte delle milizie jiahdiste sarebbero costituite da turchi. Ankara avrebbe inoltre permesso agli jihadisti di sconfinare in Turchia nel corso delle operazioni contro le forze governative siriane, nonostante ufficialmente Erdogan avesse proclamato una politica di “non ingerenza” con le questioni interne degli stati confinanti. I buoni rapporti tra Isis e Ankara sarebbero stati confermati dal rilascio dei 49 prigionieri catturati durante un raid jihadista al consolato turco di Mosul la scorsa estate. Il governo turco aveva affermato che gli ostaggi turchi in mano allo Stato Islamico erano di ostacolo per un’offensiva conto il Califfo. Ma è stata proprio le modalità del rilascio a confermare le voci di un’intesa tra Ankara e Al-Baghdadi che il governo turco ha sempre smentito. Un’ambiguità tipica della politica mediorientale. Ma ora c’è Kobane: i miliziani dell’Isis a due chilometri dalla città e l’esercito turco sulla collina. Erdogan non può più nascondersi.