Caso Yara, appena 9mila euro per l’uomo che venne ingiustamente accusato

Yara Gambirasio
Yara Gambirasio

In quanti si ricordano di Mohamed Fikri, l’operaio del cantiere di Mapello accusato dell’omicidio di Yara Gambirasio e arrestato nel dicembre 2010? Passo qualche notte in carcere, ben prima del ritrovamento del cadavere dell’adolescente, perché tracce di Yara erano state rinvenute nel cantiere in cui lavorava. Successivamente, scagionato dall’accusa di omicidio, venne iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di favoreggiamento personale. Solo nell’agosto 2013, due anni e nove mesi dopo, la sua posizione fu completamente archiviata.

Oggi, la Corte d’appello di Brescia, accogliendo la richiesta dei suoi legali, ha provveduto a stabilire un risarcimento nei suoi confronti – per ingiusta detenzione – di 9mila euro. Tanto vale l’odissea giudiziaria un ragazzo, che ha dovuto aspettare quasi mille giorni per uscire definitivamente da un processo nel quale era rimasto coinvolto, con un’accusa gravissima, quella di aver ucciso una ragazzina, a causa di un’errata traduzione di un’intercettazione telefonica.

“Le ho provate tutte, ma non sono riuscito a rinnovare il permesso di soggiorno e così ho perso anche il lavoro. Ormai sono quasi per strada, senza casa, senza niente”, aveva lamentato Fikri a ‘Mattino cinque’ quest’estate, a un anno dall’uscita di scena dal processo.

Redazione online