Mercedes Vinuesa (screen shot youtube)

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All’indomani della notizia dell’infermiera di 44 anni, infetta in Spagna, la Commissione Europea ha chiesto “chiarimenti” al governo spagnolo riguardo ad una possibile falla nel suo sistema sanitario che ha permesso il contagio del virus Ebola ai danni di una infermiera in un ospedale di Madrid al di fuori dell’Africa.
Dal canto suo, il ministero della sanità ha riferito che sta cercando di individuare le “fonti del contagio”, pur precisando che l’infermiera di 44 anni di Madrid aveva assistito, all’ospedale Carlos III di Madrid, i due missionari che avevano contratto il virus in Africa, rimpatriati ad agosto e settembre, poi deceduti.
Ma dal fronte spagnolo emergono nuove e preoccupanti notizie su probabili nuovi casi di infetti. Infatti è di oggi la notizia che vi sono altre tre persone ricoverate nell’ospedale di Madrid Carlo III, messe in isolamento.
Secondo quanto riporta Repubblica.it, due persone hanno sospetti sintomi di ebola, tra cui un’altra infermiera che lavorava nell’équipe medica che ha curato i due religiosi spagnoli. Inoltre, il marito della prima infermiera risultata positiva al test è stato messo in quarantena. Il terzo nuovo sospetto è un turista di origini nigeriane, passeggero di un volo internazionale proveniente dall’Africa occidentale.
Il coordinatore del Centro emergenze del ministero della Sanità ha confermato che sta provvedendo alla stesura di una lista delle persone entrate in contatto con l’infermiera per porle in isolamento.
“I protocolli sono corretti perché sono identici ovunque”, ha sottolineato il coordinatore, precisando tuttavia, che “questo non significa che non ci siano stati errori” e assicurando che “rivedremo tutto” per riscontrare “eventuali errori umani o tecnici” in quanto “la priorità è garantire che i rischi associati a questo caso siano sotto controllo”.
Dal canto suo, la direttrice della Salute pubblica Mercedes Vinuesa ha riferito oggi al Parlamento, annunciando che la Spagna ha diverse terapie disponibili e ha cominciato ad applicarle.
Le condizioni dell’infermiera di 44 anni, al momento sono stazionarie e la donna viene trattata con il siero della suora Paciencia Melgar, la religiosa che ha superato la malattia dopo avere assistito in Liberia il missionario Miguel Pajares, e che è giunta in Spagna lo scorso 25 settembre.

Il gestore dell’ospedale, Rafael Perez-Santamarina, in una conferenza stampa, a tenuto a rassicurare: “Vogliamo tranquillizzare la società. È una cosa che ci ha colto di sorpresa. Ma ora stiamo rivedendo tutti i protocolli di prevenzione, perché non torni a ripetersi”.

Redazione