Crescono i maltrattamenti verso i minori, Grasso: “Istruzione per un futuro migliore”

Immagine Campagna Indifesa di Terre des Hommes (screen shot sito internet della campagna)
Immagine Campagna Indifesa di Terre des Hommes (screen shot sito internet della campagna)

Si è svolta questa mattina la presentazione del rapporto “European union for fundamental rights”, un’indagine promossa da Terre des Hommes nell’ambito del lancio della campagna “Indifesa”, alla quale hanno preso parte tra gli altri il presidente del Senato Pietro Grasso, la responsabile advocacy dell’associazione, Federica Giannotta la segreteria di Terre des Hommes, Donatella Vergari e Carlo Freccero.
In base ai dati emersi dal rapporto, risulta che in Europa una bambina su tre ha subito una forma di violenza e nell’11% dei casi si è trattato di abusi sessuali.
Inoltre, negli ultimi dieci anni, sono aumentati del 56% i minori vittime di reati in Italia,
Secondo le rivelazioni delle forze dell’ordine, ci sono stati 5.100 bambini vittime di violenze, di cui il 61% sono bambine.
Tra gli altri dati preoccupanti, si segnala un aumento dei maltrattamenti in famiglia del +87% rispetto a dieci anni fa, l’aumento dell’abbandono dei minori (+94%), di violenze sessuali aggravate (+42%) e infine un aumento esponenziale del 411% delle vittime di reati di pornografia minorile.

Il presidente Grasso nel suo intervento ha ricordato che “tra due giorni celebreremo la Giornata mondiale delle bambine, promossa dalle Nazioni Unite. Mi sembra un’ottima occasione per riflettere sullo stato della promozione e della tutela dei diritti dei minori: in questo senso il terzo Dossier Indifesa si conferma essere un essenziale strumento di conoscenza e di comprensione sui temi dello sfruttamento e della violenza. Un fenomeno che non ci stancheremo mai di denunciare all’interno della nostra società avanzata è quello delle donne vittime di violenze di genere, minacce, molestie, discriminazioni”.

“Le società democratiche, che comunque ripeto sono luogo di forti discriminazioni, devono farsi promotrici della costruzione di un nuovo paradigma culturale a livello internazionale che ponga la tutela dei bambini al centro dell’azione di qualunque governo. In questo mondo così profondamente interdipendente non si possono considerare queste azioni come lontane dalla nostra realtà: primo perché è un dovere morale intervenire, secondo perché proprio di questi tempi ci rendiamo conto, drammaticamente, di come l’arretratezza culturale e la mancanza di democrazia in un luogo del mondo apparentemente remoto possa avere ripercussioni anche sulla nostra società”, ha poi aggiunto Grasso .

Infine, Grasso ha poi sostenuto che “sono molteplici le azioni che devono essere compiute ma la più urgente, a mio parere, riguarda l’accesso all’istruzione. L’educazione è infatti il prerequisito fondamentale per poter assicurare ad ogni individuo un futuro migliore”, precisando che “le conseguenze di una mancata protezione e promozione del benessere infantile sono pesantissime e si ripercuotono nelle fasi successive della vita di un bambino e, quindi, di una società”.

“Il Dossier restituisce un dato dirimente: tra il 2000 e il 2011 il numero dei bambini che non potevano andare a scuola è passato da 102 milioni a 57 milioni. Sono stati ottenuti risultati fondamentali ma ancora molto c’è da fare e non solo nei paesi in via di sviluppo: gli Obiettivi del Millennio sono ancora lontani dall’essere realizzati ma siamo sulla buona strada”, ha spiegato Grasso, concludendo che “bisogna poter guardare in viso i nostri figli, e i figli dei nostri figli senza mai avere la sensazione di doverci rimproverare qualcosa. Colmare il gap tra i sessi e permettere a milioni di bambine di studiare meglio e più a lungo significa, in prospettiva, costruire un mondo più sicuro, più giusto e soprattutto più equo. Ogni bambino strappato alla povertà, al degrado, alla prostituzione o alla violenza è una speranza per tutti noi. Le bambine di oggi, saranno le mamme e le donne di domani: dal tipo di esistenza che saremo loro in grado di assicurare dipende il nostro futuro. Non dobbiamo dimenticarlo mai”.

Redazione

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