Membro di gruppo jihadista (Getty images)

Membro di gruppo jihadista (Getty images)

Impossibilitato a partecipare alla cerimonia di premiazione del Pinter International Writer of Courage, riconoscimento conquistato insieme con Salman Rushdie, l’attivista per la libertà di espressione, Mazen Darwish, siriano di fede musulmana, ha inviato una lettera, pubblicata dal quotidiano ‘The Guardian’, in cui sostiene: “Siamo qui oggi a pagare il prezzo sanguinoso e altissimo di quella collusione, e ci ritroviamo, noi stessi, vittime principali dell’ideologia oscurantista che ora si infilitra nelle nostre case e nelle nostre città”.

“È una vergogna che ricade su di noi l’eccidio, che arriva a credere che siamo gli unici che pagheranno per aver impedito a coloro che sono in disaccordo con noi di esprimere le sue opinioni – lo pagheremo con le nostre vite e il nostro futuro”, spiega Darwish, che accusa: “Le conseguenze disastrose di ciò sono chiaramente evidenti nel mondo arabo e in Siria, il mio paese, dove le forme più violente di fascismo e la più sporca barbarie sono praticate in nome del patriottismo e dell’Islam, nella stessa misura”.

Poi si chiede: “E quando il patriottismo si è trasformato fino a significare eliminazione della cittadinanza e demolizione della patria? Quando l’Islam si è trasformato fino a significare uccisione dello spirito umano e distruzione dei valori morali?”. Nonostante tutto, Darwish si sente “con onestà, di rassicurare sul nostro futuro. La Siria ha regalato all’umanità il primo alfabeto, e la sua terra si è mescolata in migliaia di anni di civiltà, ed ha sempre ospitato generosamente tutte le religioni, le sette e le scuole di pensiero. Perciò, la Siria non sarà mai schiava della tirannia, né veicolo del terrorismo”.

“Alcuni siriani credono ancora che il fuoco delle armi li salverà; per altri, il terrore della democrazia è più grande dell’odio verso la dittatura. A questi pazzi io dico: Fermatevi! Non potete uccidere un’idea eliminando la gente”, insiste Darwish, che poi conclude: “Non è il tempo per arrestare questa guerra nichilista? Non è il tempo per realizzare un nuovo contratto sociale che liberi la Siria dalla tirannia e ripulisca il suo territorio dal terrorismo, e metta in salvo i nostri figli dal rischio del settarismo? Non è questo il tempo?”.

Redazione online