Legge di Stabilità, Renzi: manovra da 30 miliardi, 18 tolti dalle tasse

Matteo Renzi (GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)
Matteo Renzi (GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha annunciato che la legge di stabilità, o manovra economica, al vaglio del governo avrà un impatto complessivo di 30 miliardi di euro, di cui 18 saranno i miliardi di tasse in meno per gli italiani. Come riuscirà il premier a realizzare questo proposito, visto che la Commissione Ue sta con il fiato sul collo all’Italia, è un mistero. Il presidente del Consiglio ha però mostrato una certa sicumera e ha spiegato che questo taglio delle tasse per 18 miliardi sarà equamente distribuito tra vantaggi in busta paga ai lavoratori e sgravi fiscali alle aziende,. Tra queste ultime, ha tuttavia precisato, solo a quelle che creeranno occupazione di “qualità”, ovvero con assunzioni a tempo indeterminato. L’annuncio di questa “rivoluzione fiscale” è stato fatto ieri da Renzi davanti all’assemblea di Confindustria, che si è tenuta nello stabilimento della Persico di Nembro, in provincia di Bergamo, dove al suo arrivo il premier è stato contestato dagli operai.

Il Presidente del Consiglio ha spiegato agli industriali che il sostegno alle aziende da parte del governo c’è, ma solo a  quelle che creano occupazione. Tra i vantaggi che saranno contenuti nella legge di stabilità, Renzi ha elencato: un taglio da 6,5 miliardi della componente lavoro dal calcolo dell’Irap, quella che “manda fuori di testa” gli imprenditori, ha sottolineato Renzi; un altro miliardo in sgravi contributivi per chi assumerà un nuovo lavoratore a tempo indeterminato, questa la “sfida” lanciata dal premier agli imprenditori; infine, la sospensione per tre anni del pagamento dei contributi per i lavoratori neo assunti e detrazioni per l’importo di 7,5 miliardi.

Matteo Renzi ha definito la sua prima legge di stabilità la “più grande opera di riduzione delle tasse mai tentata in Italia“. “Ce la possiamo fare”,  ha incalzato.

Riguardo agli sgravi fiscali per le famiglie, il premier ha promesso lo stanziamento di 10 miliardi destinati al finanziamento del bonus Irpef di 80 euro, che così verrebbe confermato. Quindi ha assicurato alla famiglie anche un altro mezzo miliardo in detrazioni.

Contrariamente a quanto annunciato ieri a Bergamo sull’operazione per portare il Tfr in busta paga, a proposito della quale Renzi aveva detto: “la presenteremo nelle prossime ore”, oggi è arrivato il dietrofront del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio, il quale ha spiegato che la misura non sarà introdotta nella legge di stabilità perché si tratta di un tema ancora da approfondire. Complessivamente sulla legge di stabilità, Delrio ha affermato, anche lui con sicurezza: “Al paese serve uno choc, porteremo questa manovra in Europa senza timori“.

Sui 30 miliardi di euro previsti dalla finanziaria, però, 16 miliardi arriveranno dalla cosiddetta spending review, ha detto Renzi, ma senza precisare come. È dunque ancora tutto da vedere se la legge di stabilità italiana incontrerà il beneplacito della Commissione europea, in particolare dell’inflessibile Katainen, il supercommissario alla vigilanza dei conti dei Paesi Ue.

Valeria Bellagamba