Tfr in busta paga: la bocciatura di Boccia

Francesco Boccia (foto VeDrò, licenza CC-BY-SA-2.0)
Francesco Boccia (foto VeDrò, licenza CC-BY-SA-2.0)

Dopo la stroncatura dell’ex ministro Vincenzo Visco, che l’ha bollata come “inutile”, arriva ora dal Pd un’altra bocciatura alla scelta del governo, contenuta nella legge di stabilità licenziata dal CdM due giorni fa, di permettere ai lavoratori di poter ottenere l’anticipo del Tfr in busta paga. Il nuovo “no” è arrivato stamattina dal presidente della commissione Bilancio della Camera Francesco Boccia, ospite di Coffee Break su La7.

“Mi pare che ci sia stata un pò di superficialità che deve essere corretta. Alcune cose si vede che sono state fatte con i piedi: la norma sul Tfr la trovo profondamente sbagliata”, ha commentato Boccia, che ha parlato di “una manovra coraggiosa”, riconoscendo questo come merito al premier e segretario del partito, Matteo Renzi, aggiungendo: “Il valore del coraggio glielo dico martedì, quando vedrò i numeri. Da presidente della Commissione Bilancio devo anche esprimere un giudizio sulle tabelle che incideranno sulla vita degli italiani”.

“Il segno redistributivo della manovra è chiaro”, dice ancora Boccia, spiegando che sul bonus di 80 euro chiede che “quella base venga cambiata, perché come è adesso sviluppata è iniqua. Per un grande partito di sinistra come il nostro l’iniquità è il principale nemico”. In ogni caso, “non sarebbe tollerabile che l’abbassamento delle imposte come l’Irap non porti all’innalzamento delle imposte locali”.

Infine facendo un riferimento indiretto al consigliere economico di Palazzo Chigi Yoram Gutgeld, ha insistito sulla norma che introduce il Tfr in busta paga: “Mi viene in mente il detto: Chi sa fare, fa, chi non sa fare, insegna e chi non sa insegnare, fa il consulente. Ecco, non vorrei che la norma sul Tfr, scritta in quel modo lì, fosse il frutto del lavoro di qualche consulente frettoloso”.

Redazione online