Sinodo, Bagnasco contro l’educazione al genere nelle scuole

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:18
Il cardinale Angelo Bagnasco (JOHANNES EISELE/AFP/Getty Images)
Il cardinale Angelo Bagnasco (JOHANNES EISELE/AFP/Getty Images)

Dure parole dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei (Conferenza episcopale italiana), nei confronti della cosiddetta “educazione di genere”. Bagnasco, in questi giorni impegnato con il Sinodo dei Vescovi, si scaglia contro la banalizzazione della sessualità e in particolare contro la teoria del gender che distruggerebbe il concetto di famiglia naturale. Compito della Chiesa e del Sinodo è invece riportare al centro proprio la famiglia naturale, quella fondata sull’unione di un uomo e una donna, promuovendo un’educazione all’affettività che si basi sul Vangelo.

Intervistato da Radio Vaticana sui lavori del Sinodo, Bagnasco afferma che quello attuale “è un momento di grazia per la Chiesa”, perché “abbiamo aperto lo sguardo e il cuore con grande chiarezza, con grande semplicità e con grande passione di pastori, sul tema della famiglia, che è la realtà fondamentale della società e della Chiesa”. Il cardinale sottolinea “la necessità dell’educazione affettiva”, ricordando che l’amore non è solo quello che si intende oggi nella società occidentale, o almeno in buona parte di essa, “non è soltanto sentimento”, ma, in primo luogo, “l’amore è dono, è dono di se stesso ed è decidere di donarsi ad una altra persona per sempre, per tutta la vita”. Un grandissimo ideale, osserva Bagnasco, che diventa “possibile se si fa appello alla grazia di Dio”.

Il presidente della Cei mette poi in guardia contro il cosiddetto “pensiero unico”, che “è ormai una dittatura, che si vuole imporre dall’Occidente a tutte le altre parti del mondo”. Bagnasco punta il dito in particolare contro “l’arroganza della cultura europea“, ricordandole che non è più al centro del mondo. “Purtroppo gli organismi internazionali, che sono tanto importanti”, continua il cardinale, “ragionano con una cultura, con una antropologia sostanzialmente occidentalista, che ormai ruota attorno alla cosiddetta teoria del genere…“. La “teoria del genere” è quella che si sta diffondendo sempre di più in Europa, anche nelle scuole, portando con sé idee e concetti che andrebbero “a snaturare quella che è la struttura naturale della famiglia…”, osserva lo stesso intervistatore di Radio Vaticana. Ed è proprio contro questa che Bagnasco lancia i suoi strali, parlando di “un’offesa gravissima, che le istituzioni tentano di fare, al diritto sacrosanto, al diritto naturale dei genitori di offrire ai propri figli la visione culturale – una visione antropologica e valoriale – in cui loro credano e che sia la migliore per sé e per i propri figli. Questo diritto – sottolinea Bagnasco – non può essere assolutamente scavalcato da alcuna autorità! Quindi, questi tentativi di immettere, in modo quasi nascosto, questo tipo di visione che nasce dal genere, sotto la scusa di fare educazione affettiva o educazione sessuale, è un grave errore e non soltanto: è una grave violenza autoritaria rispetto ai genitori. I genitori devono essere non solamente informati su un progetto o su una intenzione delle autorità dello Stato o scolastiche che siano, ma devono dare – i genitori – l’autorizzazione esplicita e concorde perché queste cose vengano rappresentate ai propri figli”, afferma con decisione il presidente della Cei.

Redazione