Legge di stabilità, Chiamparino: “Da noi controproposte, ora risposte”

Sergio Chiamparino (getty images)
Sergio Chiamparino (getty images)

Nuovo affondo del presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, rispetto alla legge di stabilità licenziata dal governo Renzi. Interpellato ne ‘La telefonata’ di Maurizio Belpietro, in onda su Canale 5, il presidente del Piemonte ha spiegato: “Abbiamo fatto delle controproposte, siamo in attesa capire se c’è la possibilità che siano accolte o meno”. Non si ferma dunque il confronto sui quattro miliardi di tagli lineari imposti alle Regioni.

“Non è che ci rifiutiamo di fare risparmi”, sottolinea Chiamparino, ma “vogliamo che siano compatibili con il fatto che le Regioni erogano servizi: oltre una certa misura si rischia di incidere sui servizi”. Poi riferendosi alla regione che amministra: “Contiamo di risparmiare 200 milioni, quello che serve per rientrare nelle quote previste dal fondo sanitario”. Prosegue Chiamparino: “Ci sono regioni che i risparmi li hanno fatti prima di noi, altre sono più indietro. C’è il problema di risparmiare e di eliminare gli sprechi”. In ogni caso, conclude, “dietro quelli che vengono definiti sprechi ci sono persone”.

Sulla vicenda è intervenuto anche il senatore Vincenzo Gibiino, membro del Comitato di presidenza di Forza Italia e coordinatore azzurro in Sicilia: “Mentre Renzi annuncia agli italiani il taglio della tassazione per il 2015 e importanti iniziative a favore delle imprese e del lavoro, il grido d’allarme bipartisan (da Zingaretti a Zaia) si leva dalle regioni e dai comuni, cui la legge di stabilità sottrarrà ingenti risorse”.

“Renzi non ha ancora capito che poco importa agli italiani se a prelevare altri soldi dalle loro tasche, ormai esauste, saranno Roma, i capoluoghi regionali o i sindaci, il problema vero è che la pressione fiscale aumenterà ancora, nonostante le rassicurazioni di Palazzo Chigi, e Bruxelles non potrà non accorgersi di questo”, commenta Gibiino.

Proposta Morassut

Arriva intanto la proposta per portare a 12 le regioni italiane:  ad avanzarla è il deputato Pd, Roberto Morassut, che ha presentato una proposta di legge costituzionale che modifica l’art.131 della Costituzione. Lo ha spiegato lo stesso parlamentare democratico in un’intervista all’edizione romana del ‘Quotidiano Italiano’.

 

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