Lite in diretta tv, l’editore Cairo plaude a Michele Santoro

Urbano Cairo (getty images)
Urbano Cairo (getty images)

Nella lite in diretta televisiva a ‘Servizio Pubblico’ tra il conduttore Michele Santoro e l’editorialista de ‘Il Fatto Quotidiano’, Marco Travaglio, con quest’ultimo che ha abbandonato polemicamente lo studio, l’editore di La7, Urbano Cairo, non ha  dubbi e – intervistato dal quotidiano ‘La Repubblica’ – prende una posizione netta: “Santoro ha fatto bene a riaffermare il principio che ‘Servizio Pubblico’ offra a tutti la possibilità di dire quello che pensano e anche di replicare”. Per Cairo, “la rissa non porta ascolti. In tv lo share cresce nel momento in cui ci sono le idee”.

“Ho parlato solo con Santoro” – spiega l’editore – “Travaglio non lo sento mai. Io ho fatto un accordo con Michele: lui è libero di fare il talk con chi vuole, ha scelto Travaglio, che ha dato ottimi contributi”. Nessuno dei due, né l’opinionista né tantomeno il conduttore, cadranno giù dalla torre, assicura Cairo, “Travaglio è molto bravo nel fare le domande. Ma è giusto che anche a lui possano fargliene. Non è reato di lesa maestà ricevere domande da un ragazzo genovese (un angelo del fango) che ha dimostrato personalità anche di fronte a Beppe Grillo”.

“Ero pienamente d’accordo con Santoro quando diceva che Burlando doveva poter dire la sua”, è in sintesi l’opinione di Cairo su quanto avvenuto in trasmissione, infine l’appoggio al noto conduttore: “Ha piena autonomia e libertà nel fare ‘Servizio Pubblico’: è lui l’anima della trasmissione, sua la linea editoriale. E smentisco le voci su una anticipata chiusura del programma. L’arrivo di Giulia Innocenzi, il 13 di novembre con il suo Anno Uno (in sei puntate) era programmato da tempo”.

 

Redazione online