Romano Prodi contro sanzioni Ue-Russia: “Suicidio collettivo”

Romano Prodi (Getty images)
Romano Prodi (Getty images)

“Le sanzioni sono un suicidio collettivo”, parola di Romano Prodi, ex presidente del Consiglio italiano ed ex presidente della Commissione Europea, attualmente presidente della Fondazione per la collaborazione dei popoli, in un’intervista al Primo Canale della televisione russa, nella quale ha sostenuto peraltro come “le sanzioni incrociate creino problemi nei rapporti economici tra Russia ed Europa”, favorendo “un esodo di capitali”.

Secondo Prodi, “nell’attuale situazione ci stiamo rimettendo in due: Russia ed Europa, ma è chiaro che non ci rimettono gli Stati Uniti. Non ci dobbiamo far fare il gioco delle carte dagli altri, così non siamo in possesso della nostra politica economica, ma qui è in gioco il nostro futuro”. Preoccupazione anche rispetto al fatto che “la Germania possa entrare in recessione, dopo i segni negativi registrati negli ultimi due trimestri. La Germania si è salvata per lungo tempo con l’export: oggi l’export è in crisi e di conseguenza è in difficoltà anche la politica tedesca”.

“L’Ucraina non può essere né russa né europea perché appartiene per la sua storia alla Russia ma ha anche un rapporto stretto con l’Europa”, ha sottolineato infine Prodi, parlando della questione ucraina, concludendo: “L’Ucraina può avere rapporti con entrambi e ritengo che l’Europa abbia l’obbligo di sostenere la neutralità, per questo da presidente del Consiglio mi opposi al suo ingresso nella Nato. La Russia, dal canto suo, dovrà supportare il cessate il fuoco, non dare armi ai separatisti, ritirare truppe e paratruppe e avviare un dialogo sul gas”.

Redazione online