Lettera Ue, Padoan risponde: 4,5 miliardi per correzione deficit

Il Ministro delle Finanze Pier Carlo Padoan (EMMANUEL DUNAND/AFP/Getty Images)
Il Ministro delle Finanze Pier Carlo Padoan (EMMANUEL DUNAND/AFP/Getty Images)

Oggi è stata inviata a Bruxelles l’attesa risposta del governo italiano alla lettera della Commissione europea del 22 ottobre scorso con osservazioni sulla legge di Stabilità. Nella lettera inviata dal Ministro Pier Carlo Padoan al vice-presidente della nuova Commissione Ue, e già commissario agli Affari Economici, Jyrki Katainen, si legge che l’Italia si impegna a varare un pacchetto di misure economiche aggiuntive dell’importo di 4,5 miliardi per correggere il deficit strutturale, sulla strada per il raggiungimento del pareggio di bilancio. Le misure corrispondono a quella correzione del deficit dello 0,3% del Pil che l’Italia è riuscita a strappare a Bruxelles nei giorni scorsi, dopo che nella lettera firmata da Katainen la Commissione Ue aveva chiesto spiegazioni all’Italia sulla “significativa deviazione“, contenuta nella legge di Stabilità, “dal percorso di aggiustamenti richiesto per il raggiungimento dell’obiettivo di bilancio a medio termine (MTO – medium-term budgetary objective) nel 2015″, ovvero il pareggio di bilancio. Il governo Renzi, infatti, aveva previsto nella manovra una riduzione del deficit di appena lo 0,1% nel 2015, con il rinvio del pareggio di bilancio al 2017. Una soluzione che non ha soddisfatto Bruxelles. Da qui la trattativa sugli aggiustamenti di bilancio, con l’accordo raggiunto venerdì durante il Consiglio europeo.

Nella lettera di risposta a Katainen, anche questa pubblicata – come annunciato – sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze, Padoan scrive che i 4,5 miliardi di euro che verranno stanziati per la riduzione del deficit strutturale saranno così suddivisi: 3,3 miliardi saranno presi dal fondo per la riduzione delle tasse; 0,5 miliardi dalla quota dei fondi nazionali destinati al cofinanziamento dei fondi di coesione Ue ed esclusi dai tetti del patto di stabilità interno applicato alle Regioni; 0,73 miliardi da un’estensione del regime del reverse charge al settore delle vendite al dettaglio (l’inversione contabile che elimina la detrazione dell’Iva sugli acquisti) e sostenuta da una clausola di salvaguardia sulle accise (sui carburanti). Una misura quest’ultima che punta a contenere l’evasione fiscale e necessita dell’approvazione delle istituzioni europee. “Questo pacchetto di misure”, scrive Padoan nella lettera, “porterà ad un aggiustamento strutturale di oltre 0,3 punti percentuali di Pil nel 2015, migliorando il percorso verso il raggiungimento dell’obiettivo di bilancio a medio termine (MTO – medium-term budgetary objective)”.

“La composizione del bilancio sosterrà il processo di riforme strutturali, che continuerà con ulteriori aggiustamenti nel mercato del lavoro e nella giustizia civile, attesi all’inizio del prossimo anno”, continua il ministro delle Finanze. Il debito pubblico italiano, assicura Padoan, è su un “su percorso al ribasso, anche grazie all’ambizioso piano di privatizzazioni pari a una media annua dello 0,7% del Pil”. Il ministro spiega che “alcuni ritardi, dovuti, tra le altre cose, a condizioni avverse del mercato, saranno riassorbiti nei prossimi mesi, in modo da raggiungere pienamente gli effetti programmati sul debito entro il 2015”.

L’Italia, afferma Padoan, mantiene i conti “sotto controllo”, con il rapporto deficit/Pil sotto al 3% nel 2015, e corregge il deficit strutturale di 3 decimi, “finanziando simultaneamente lo sforzo straordinario per effettuare quelle riforme strutturali lungamente attese che presentano costi aggiuntivi nel breve periodo”, spiega.

Nella lettera, il ministro scrive ancora che “è suo dovere ricordare” alla Commissione “che l’economia italiana sta attraversando una delle più gravi e lunghe recessioni della sua storia. Il Pil è calato di oltre il 9% rispetto al livello del 2008: l’economia è ora al terzo anno di recessione ed ha un serio rischio di stagnazione e deflazione, o di un prolungato periodo di inflazione troppo bassa. Un quarto anno di recessione deve essere evitato in ogni modo“, avverte. Infatti, un quarto anno di recessione renderebbe “estremamente problematico tirare fuori il Paese da questo scenario” e “renderebbe la sostenibilità del debito più difficile da mantenere”. Inoltre, si prevede che il divario della “capacità produttiva dell’Italia rimanga estremamente ampio nel 2014 rispetto ai suoi livelli storici e che non diminuirà nel 2015”. Per queste ragioni, spiega Padoan, il governo ha deciso di “posporre il raggiungimento dell’obiettivo di bilancio a medio termine (MTO – medium-term budgetary objective) – ovvero il pareggio di bilancio, ndr – al 2017, a causa di una tale inusuale stretta delle condizioni economiche che almeno per il 2014 e 2015 devono essere giudicate come circostanze eccezionali”, aggiunge. “Comunque – prosegue il ministro – queste misure economiche aggiuntive”, illustrate nella lettera, “consentiranno all’Italia di migliorare gli aggiustamenti verso il raggiungimento dell’obiettivo di bilancio a medio termine (MTO), per avvicinarsi maggiormente allo sforzo strutturale richiesto e assicurare massima edesione alla regola transitoria del debito”.

A stretto giro è arrivata la risposta della Commissione europea, che ha fatto sapere che “accoglie con favore la collaborazione costruttiva dell’Italia“, ricordando comunque che la “consultazione è ancora in corso” e che “mercoledì saranno pubblicate le analisi solo di quei Paesi con serie deviazioni” dalle regole. Così ha dichiarato il portavoce del Commissario Katainen.

Sul sito del Ministero delle Finanze si può leggere l’originale della lettera di Padoan a Bruxelles: qui.

Valeria Bellagamba