Rapporto Legambiente: Verbani, Belluno e Bolzano più vivibili

Vittorio Cogliati Dezza  (screen shot youtube)
Vittorio Cogliati Dezza (screen shot youtube)

Sono stati presentati a Torino i dati della XXI edizione di “Ecosistema Urbano”, il rapporto di Legambiente sulla vivibilità ambientale di 104 capoluoghi, realizzato in collaborazione conAmbiente Italia e Il Sole 24 Ore.
In base alla classifica Verbania, Belluno, Bolzano, Trento e Pordenone, risultano essere le città più vivibili mentre la maglia nera è andata ad Agrigento, Isernia, Crotone, Messina e Catanzaro. Nei capoluoghi migliori, però, non mancano le criticità: Trento ha valori eccessivi di biossido di azoto, Verbania e Belluno perdono un terzo dell’acqua immessa in rete, Pordenone depura poco più della metà dei suoi scarichi fognari.
La lista si è basata su 18 indicatori tra i quali tre indici sulla qualità dell’aria (concentrazioni di polveri sottili, biossido di azoto e ozono), tre sulla gestione delle acque (consumi, dispersione della rete e depurazione), due sui rifiuti (produzione e raccolta differenziata), due sul trasporto pubblico (il primo sull’offerta, il secondo sull’uso che ne fa la popolazione), cinque sulla mobilità (tasso di motorizzazione auto e moto, modale share, indice di ciclabilità e isole pedonali), uno sull’incidentalità stradale, due sull’energia (consumi e diffusione rinnovabili). Quattro indicatori su diciotto selezionati per la classifica finale (tasso di motorizzazione auto, tasso di motorizzazione moto, incidenti stradali e consumi energetici domestici) utilizzano dati pubblicati da Istat.

Nella maggior parte dei casi, restano elevati i rischi dell’inquinamento ambientale, con un tasso di motorizzazione in crescita, gestione dei rifiuti altalenante, trasporto pubblico in crisi.
Tanto che il rapporto denuncia una mancanza di politiche ambientali nelle città che progrediscono a tre velocità: lenta, lentissima e statica.
In base al rapporto, l’inquinamento atmosferico resta a livelli di emergenza e aumentano le situazioni critiche nei comuni più grandi.
Per quanto riguarda la mobilità, la città migliore è Bolzano, mentre in 26 capoluoghi gli spostamenti in auto e moto superano i due terzi del totale. Sul fronte del trasporto pubblico, non raggiungono la soglia dei 100 passeggeri per abitanti Bari (57 pass./ab), Napoli (56 pass/ab), Catania (47 pass/ab), Palermo (37 pass/ab). Chiudono, tra le grandi città, gli “nd” di Taranto e Messina.
Passando ai rifiuti, a fronte di un terzo dei comuni che non raggiunge il 35% di raccolta differenziata, ve ne sono altrettanti che superano abbondantemente il 50%.
In 52 città più del 30% dell’acqua immessa nella rete viene dispersa e in 19 le perdite superano il 50%. Il dato sulla dispersione dell’acqua conferma un panorama molto variegato: si passa dall’8% di Foggia al 77% di Cosenza. Ancora oggi in 52 città più del 30% dell’acqua immessa nella rete viene dispersa; in 19 le perdite sono addirittura superiori al 50% (Bari, Como, Chieti, Matera, Messina, Palermo, Massa, Rieti, Gorizia, Catanzaro, Salerno, L’Aquila, Vibo Valentia, Potenza, Sassari, Latina, Ragusa, Frosinone, Cosenza).

Per la depurazione, in testa alla classifica troviamo 43 capoluoghi in grado di servire più del 95% degli abitanti, tra questi 11 raggiungono quota 100%, riuscendo a coprire la totalità della popolazione. Quattro, invece, i comuni, tutti meridionali, in cui viene servita dal depuratore solo la metà, o meno, della popolazione: Benevento (21% di capacità di depurazione), Catania (24%), Messina (48%) e Palermo (49%).

Il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza ha commentato che ci sono “pochi segnali positivi in una situazione bloccata” per cui “serve un piano nazionale che assegni alle città un posto di primo piano nell’agenda politica e che superi la frammentazione dei singoli provvedimenti”.

Redazione