Legge Severino, Forza Italia: “Contro Berlusconi violato il diritto”

Bandiere di Forza Italia (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)
Bandiere di Forza Italia (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

Dopo la sentenza del Tar Campania sul caso De Magistris, che ha sospeso la sospensione del primo cittadino di Napoli dal suo incarico, Forza Italia, che già ieri aveva evidenziato due pesi e due misure, torna all’attacco della legge Severino. Ad aprire la polemica, ‘Il Mattinale’, foglio politico redatto dal gruppo di Forza Italia alla Camera, che sostiene: “La decisione del Tar sul caso De Magistris è un colpo terrificante, già adesso, prima ancora della decisione della Corte Costituzionale, all’indecente decisione con cui il Senato estromise Berlusconi da legittimo rappresentante nelle istituzioni di dieci milioni di italiani”.

“Dimostra l’assoluta volontà antidemocratica del Pd che guidò il galoppo di bufali per calpestare la dignità del leader dell’opposizione procedendo alla sua liquidazione morale, politica, umana”, prosegue l’editoriale del foglio politico, che si conclude con una provocatoria proposta: “Sia chiaro: qualunque sia la decisione della Corte, Berlusconi non potrà riavere il suo seggio, perché le decisioni del Senato sono inappellabili. Ma questo renderebbe l’ingiustizia irrimediabile, salvo la sua immediata nomina a senatore a vita. Anzitutto perché Berlusconi lo merita, ma almeno come risarcimento del torto”.

Spiega Giovanni Toti eurodeputato e consigliere politico di Forza Italia: “A Silvio Berlusconi non fu data la stessa possibilità che oggi è stata data a Luigi De Magistris, che con una decisione del Tar di Napoli è stato reintegrato nel suo ruolo. Ruoli diversi e situazioni diverse ma anche applicazione diversa di una stessa norma”. E il senatore Maurizio Gasparri: “Le incostituzionalità che hanno danneggiato Berlusconi vanno cancellate e devono essere ripristinati i suoi diritti illegittimamente calpestati”.

Secondo la senatrice Anna Maria Bernini, si tratta di “una ferita che ha fatto di Berlusconi il figlio unico di un diritto minore”, mentre il capogruppo a Palazzo Madama del partito ‘azzurro’, Paolo Romani, spiega: “E’ il momento di ragionare anche in Parlamento su un intervento legislativo volto a chiarire e modificare una norma in grado di creare tali disparità applicative; è il momento, infine, di sanare il vulnus che ancora oggi grava sulla rappresentatività e sull’assetto politico-istituzionale del nostro Paese”.

Infine il suo omologo a Montecitorio, Renato Brunetta: “Ormai il guasto è irrimediabile, ma una semplice dichiarazione di scuse, per cominciare, sarebbe gradita. A partire dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Sul merito poi sono fiducioso su quanto deciderà la Corte: l’articolo 25 della Costituzione e l’articolo 7 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali sono dirimenti sulla non retroattività delle pene”.

 

Redazione online