India, tortura e uccide lo stupratore di sua figlia

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(Sajjad Hussain/Getty Images)

In India a Khajoori Khas, agglomerato urbano nei pressi del distretto di Delhi Nord Est, il padre di una ragazzina di quattordici anni ha invitato a cena un uomo, un quarantacinquenne, accusato dalla figlia di violenze. Lo ha immobilizzato ad una sedia e lo ha torturato fino alla morte. Dopo si è recato nella più vicina stazione di polizia denunciandosi per il delitto. Agli agenti l’uomo ha raccontato le sevizie inflitte alla vittima: «Ho bruciato i suoi genitali con delle pinze infuocate – ha raccontato – e lui ha urlato dal dolore. L’’ho fatto una seconda volta e ha cominciato a tremare. La terza volta non si è mosso più. Ma non volevo ucciderlo» La trappola è scattata venerdì scorso. Gli agenti hanno confermato alla stampa indiana il racconto dell’omicida: «Il killer avrebbe invitato la vittima a casa sua per discutere di alcuni problemi. Gli avrebbe servito la cena e dopo il pasto l’avrebbe torturato. Abbiamo inviato una squadra di poliziotti nell’abitazione e gli agenti hanno trovato il corpo della vittima. Adesso bisognerà effettuare l’autopsia. La famiglia dell’uomo è stata informata dell’accaduto». Il padre della ragazzina, ha dichiarato che ha deciso di farsi giustizia da solo perché voleva difendere l’onore della figlia. La minore sarebbe rimasta incinta dopo le violenze subite dall’uomo. L’omicidio a Khajoori Khas non è il primo caso di “giustizia” sommaria contro un uomo accusato di stupro in India. Nei giorni scorsi un quarantenne indiano sorpreso a violentare una ragazza nella città di Ganganagar, nel Rajastan e stato catturato dai vicini richiamati dalle grida della giovane. Picchiato e trascinato dal macellaio del quartiere l’aggressore è stato castrato con una mannaia utilizzata per la carne. I genitali sono stati poi gettati in strada, in mezzo agli altri rifiuti della macelleria A luglio il violentatore di una bambina di soli 7 anni è stato ucciso e altri due uomini, ritenuti suoi complici, sono stati picchiati selvaggiamente dalla folla. La piccola era stata trovata impiccata a un albero vicino al villaggio di Kaliabazar, nel Bengala occidentale. Mesi prima avevano fatto il giro del mondo le foto delle due giovani due sorelle di 14 e 15 anni, appartenenti alla casta più bassa dei dalit, quella degli intoccabili, violentate e impiccate a un albero di mango.

ADB