Juncker risponde a Renzi sui burocrati europei

Il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker (DANIEL ROLAND/AFP/Getty Images)
Il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker (DANIEL ROLAND/AFP/Getty Images)

A seguito delle accuse all’Unione Europea da parte del capo del governo italiano Matteo Renzi, il quale, durante l’ultimo Consiglio Ue del 23-24 ottobre scorso, aveva puntato il dito contro la tecnocrazia e la burocrazia di Bruxelles, è arrivata oggi la risposta del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker. Rispondendo ad una domanda del capogruppo del Ppe al Parlamento europeo Manfred Weber, che gli chiedeva un commento sulle parole del premier italiano, il neo-presidente della Commssione ha risposto: “Al mio caro amico Matteo Renzi dico che non sono il capo di una banda di burocrati, forse lui lo è. Io sono il presidente della Commissione Ue, istituzione che merita rispetto, non meno legittimata dei governi”. Sono state le parole secche di Juncker.

Durante l’ultimo Consiglio dei capi di Stato e di Governo dell’Unione europea, il premier italiano si era lasciato andare ad uno dei suoi pittoreschi commenti, affermando che “persino Adenauer e De Gasperi diventerebbero euroscettici” a causa delle complicazioni della burocrazia e della tecnocrazia europea.

“Se la Commissione avesse dato ascolto ai burocrati il giudizio sul bilancio italiano sarebbe stato molto diverso”, ha sottolineato pungente Juncker, riferendosi al primo via libera della Commissione Ue alla legge di stabilità italiana.

V.B.