Crescita, Padoan: occorrono coraggio, prudenza e realismo

Il Ministro delle Finanze Pier Carlo Padoan (EMMANUEL DUNAND/AFP/Getty Images)
Il Ministro delle Finanze Pier Carlo Padoan (EMMANUEL DUNAND/AFP/Getty Images)

Il Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan torna a difendere la bontà del disegno di legge di Stabilità messo a punto dal governo e le sue potenzialità per il rilancio della crescita economica in Italia. In un intervento pubblicato oggi dal quotidiano “Il Foglio”, diretto da Giuliano Ferrara, Padoan scrive: “Non è difficile vedere come l’obiettivo di riportare il Paese su un sentiero di crescita sia oggi di complessa realizzazione: come esso richieda coraggio, prudenza, realismo. La legge di stabilità è una combinazione di questi tre ingredienti”, sostiene il Ministro dell’Economia. “I tre ingredienti – coraggio, prudenza e realismo – si possono mescolare anche diversamente e in dosi variabili – aggiunge Padoan – ma la loro presenza contestuale si rende necessaria per evitare salti nel buio”.

Il ministro passa quindi in rassegna  questi necessari per rilanciare la crescita e previsti dalla manovra: “Il coraggio è ben evidente nella scelta di ridurre in modo significativo le tasse” e “di finanziare le riforme strutturali, a cominciare dagli ammortizzatori sociali”, mentre la prudenza è “data dalla nostra capacità di tenere i conti sotto controllo e per questa via rassicurare i mercati” sulla volontà di riparare “ai danni del passato”; infine “il realismo si riflette nel perseguimento contestuale di più obiettivi“, ovvero “il consolidamento fiscale favorevole alla crescita”, “la ripresa degli investimenti attraverso la semplificazione amministrativa, gli incentivi fiscali e il rafforzamento delle fonti di finanziamento” e le “riforme strutturali“. Tutte iniziative ambiziose che dovranno passare alla prova dei fatti e soprattutto al vaglio della Commissione europea, che entro fine mese si pronuncerà definitivamente sulla legge di stabilità, dopo il primo via libera dei giorni scorsi.

Intanto Padoan promette: “Nel corso del 2015 metteremo in campo altri provvedimenti“; “mentre la progressiva attuazione delle riforme strutturali migliorerà il business environment“, aggiunge usando l’inglese.

Non tutti però condividono l’ottimismo del ministro dell’Economia, che già peraltro si era sbilanciato con il Wall Street Journal su entusiasmanti prospettive di crescita per l’economia italiana nel 2015, anche oltre il +0,6% stimato dal governo italiano. Ieri sul Corriere della Sera, Danilo Taino, commentando i dati dell’Istat sull’economia italiana per il prossimo biennio, dati implacabili sui quali, ha avvertito l’isituto di statistica, l’impatto della legge di stabilità avrà un effetto pressoché “nullo”, ha osservato che intervenire sul bilancio dello Stato serva ormai a poco. “Con la sola macroeconomia difficilmente ce la caveremo“, ha esordito Taino nel suo articolo del 4 novembre dal titolo: “Chi ha ragione Padoan o l’Istat?”.  Citando i dati pubblicati lunedì dall’Istat, la firma del Corriere ha sottolineato come la crescita economica sarà di circa mezzo punto percentuale nel 2015, mentre la disoccupazione resterà “ancora sopra al 12% nel 2016”. Questo per smentire, come del resto ha fatto l’Istat, che la legge di stabilità sia “espansiva”, come sostiene invece Padoan. In Italia “la crescita rimane bassa e la disoccupazione alta”, nonostante tutte le proproste di politica economica e di bilancio dei partiti, ha scritto il giornalista del Corriere. La conclusione di Taino è che intervenire sul bilancio dello Stato ormai non basti più: su questo fronte, infatti, “gli spazi di manovra sono minimi, la spesa va avanti autonomamente e le tasse si adeguano”. Anche un allentamento dei vincoli di bilancio europei non allarga di molto le possibilità di intervento, è stato evidenziato. “Un Paese che dagli anni Ottanta del secolo scorso è in perdita di velocità economica e di competitività – è la conclusione – ha bisogno di un cambiamento che vada più a fondo nei nodi produttivi del Paese, qualcosa di ‘micro’ che penetri, riformi e renda efficiente ciò – molto – che non lo è più”. Coraggio, prudenza e realismo se applicati alla sola legge di stabilità non bastano, occorre molto di più.

Valeria Bellagamba