Palazzo Chigi: vertice Pd su legge elettorale. Renzi incontra anche Berlusconi

Palazzo Chigi, Roma (Getty images)
Palazzo Chigi, Roma (Getty images)

Si è svolto questa mattina a Palazzo Chigi un incontro tra il presidente del Consiglio Matteo Renzi e i vertici del Partito democratico sul tema della riforma elettorale.
All’incontro hanno preso parte, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio, il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi e il sottosegretario Ivan Scalfarotto, ma anche i capigruppo del Pd al Senato e alla Camera Luigi Zanda e Roberto Speranza e alcuni dirigenti del partito, come il presidente del Pd Matteo Orfini, il vicesegretario Pd Lorenzo Guerini, il responsabile riforme del Pd, Emanuele Fiano, ma anche Luciano Pizzetti, Anna Finocchiaro e Doris Lo Moro.

Il premier nei giorni scorsi si è detto favorevole ad alcune modifiche alla legge elettorale, il cui progetto di legge è già stato approvato dalla Camera tra cui maggior apertura per quanto riguarda un premio per le singole liste e non più per le coalizioni.

Al vertice del Pd segue un nuovo incontro tra Renzi e il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, al quale prendono parte anche Gianni Letta e il coordinatore di Forza Italia, Denis Verdini. E già si mormora dello spettro del Patto del Nazzareno per assicurare a Renzi una maggioranza coesa sulle riforme in corso al Parlamento.
In base alle indiscrezioni, i due leader dovrebbero parlare delle riforme e nello specifico quello della legge elettorale. Già lo scorso 30 ottobre Renzi e Berlusconi ebbero un colloquio telefonico e il leader di Forza Italia rassicurò il suo partito, incontrando i coordinatori regionali Fi ai quali commentò che “l’intesa procede senza intoppi”.

Per quanto riguarda la legge elettorale, ieri, nell’ambito del programma Ballarò, in onda su Rai Tre, Renzi ha detto di volte far approvare la legge in tempi brevi, assicurando che non intende andare a votare prima del 2018.
Tra i temi anticipati che potrebbero essere stati discussi oggi, il premier ha spiegato che vi potrebbe essere l’innalzamento della soglia di sbarramento per ottenere il premio di maggioranza al 40%, in modo da assegnare alla lista vincente 350 seggi.
Ma resta il tema di assegnare il premio alla coalizione o alla lista e che dovrebbe essere affrontato proprio con Berlusconi. Inoltre restano aperte le questioni delle preferenze tranne che per il capolista bloccato e lo sbarramento al 5% per le liste che si presentano da sole.

Sul patto del Nazzareno, Renzi ha sostenuto che è “giusto fare le riforme con Berlusconi, non posso fare da solo. Io rispetto lui, Verdini e Letta, il fatto che Berlusconi sia stato condannato e Verdini rinviato a giudizio attiene alla loro vicenda personale”. Un impegno al quale Fi di certo non intende sottrarsi tanto che per domani, giovedì 6 novembre, è prevista l’assemblea del partito che raduna parlamentari italiani ed europei, coordinatori regionali e provinciali, per mettere a punto tra gli altri temi anche quello delle riforme.

A mettere a tacere i mormorii sul patto, è intervenuto Speranza che al Tg1 ha sottolineato che “non si tratta di sostituire o prendere un interlocutore o l’altro. Quanto si fanno le riforme si parla sempre con tutti. Abbiamo fatto così fin dall’inizio. Finora Forza Italia ha risposto positivamente. Il M5S invece ha chiuso le porte. Se Il Movimento dovesse decidere di riaprirle io penso che siano assolutamente benvenuti. Finora l’atteggiamento di chiusura è arrivato da loro e non da noi”.

C.D.