Usa: bruciante sconfitta per Obama alle elezioni di mid-term

Capitol Hill, sede del Congresso Usa a Washington (KAREN BLEIER/AFP/Getty Images)
Capitol Hill, sede del Congresso Usa a Washington (KAREN BLEIER/AFP/Getty Images)

Batosta per Barack Obama alle elezioni di mid-term che si sono tenute ieri negli Stati Uniti per il rinnovo di Camera dei Rappresentanti e Senato. Per il presidente si è avverato il peggiore degli scenari, ovvero la perdita della maggioranza al Senato per il suo partito, quello democratico. I Repubblicani che controllavano già la Camera bassa ora hanno il controllo dell’intero Congresso. Per Obama si profilano due anni difficilissimi da qui alla fine del suo mandato, nel 2016, con un parlamento che gli sarà ostile.

Il presidente Usa è stato punito dagli elettori per i troppi e errori e le indecisioni sia in politica interna che in quella estera. I dati sull’economia statunitense da quale tempo a questa parte danno un Paese in ripresa, con il Pil che nell’ultimo trimestre è cresciuto di oltre il 3% e una disoccupazione sotto il 6%, tornata ai livelli pre-crisi. Le stime economiche ufficiali, tuttavia, non raccontano la reltà quotidiana di un Paese ancora alle prese con gravi difficoltà e dove l’occupazione è tornata sì a salire, ma un modo frammetario e ancora molto precario. La classe media americana vive ancora sulla pelle la crisi e Obama ha deluso proprio quegli elettori che speravano in un cambiamento del Paese da parte sua. La riforma sanitaria, pur con il nobile intento di estendere l’assistenza medica a tutti, si è rivelata costosa e farraginosa. Mentre le incertezze, i tentennamenti e i continui ripensamenti e cambi di strategia in politica estera, su tutti la questione del Medio Oriente, hanno restitutio agli americani l’immagine di un leader non sufficientemente autorevole. L’elettiorato democratico ha così deciso di punire un presidente dal quale è stato deluso.

Nel risultato finale, i repubblicani hanno conquistato 52 seggi al Senato, sui 100 di cui si compone la Camer alta, strappandone 7 ai democratici negli Stati di West Virginia, Colorado, Arakansas, South Dakota, Montana, North Carolina e Iowa.  Alla Camera dei Rappresentanti la maggioranza del partito repubblicano si è rafforzata. Per i democrtaici si tratta di una pesante sconfitta, ben oltre le attese. Il presidente Obama governerà gli ultimi due anni della sua presidenza da “lame duck”, come si dice in gergo, ovvero “anatra zoppa. Nella storia della presidenza degli Stati Uniti finora solo altri quattro presidenti si erano trovati con un Congresso contro: Dwight Eisenhower, Ronald Regan, Bill Clinton e George W. Bush.
Il senatore repubblicano, eletto in Kentucky, Mitch McConnell, che guiderà la nuova maggioranza al Senato ha salutato così la vittoria elettorale: “Ora dobbiamo trasformare questo Paese”. Tra le file dei repubblicani è stata eletta nello Stato di New York la donna più giovane nella storia del Congresso Usa, Elise Stefanik, 30 anni. Mentre nello Utah è stata eletta la prima donna afroamericana repubblicana, Mia Love 38 anni.

V.B.