#Ast Terni: Digos chiede video sugli scontri tra cui quello di Gazebo

Scontri a Roma al corteo Ast Terni (screen shot video youtube)
Scontri a Roma al corteo Ast Terni (screen shot video youtube)

#Gazebo #AstTerni: basta cercare sui social network per scoprire cosa rappresentano questi due hashtag con i quali il programma Gazebo, andato in onda domenica 2 novembre su Rai Tre, in secondo serata, ha chiesto ai navigatori di esprimersi sul video diffuso durante la trasmissione, riguardo ai fatti accaduti lo scorso 29 ottobre durante la protesta degli operai delle acciaierie Ast-ThyssenKrupp di Terni, dove rischiano il licenziamento 537 operai su 2.700, e che sono stati caricati dagli agenti delle forze dell’ordine senza motivo apparente.

Un tam tam sulla rete, accompagnato da quello mediatico, in quanto il tema molto caldo era stato rilanciato dopo la mozione di sfiducia al Ministro dell’Interno Angelino Alfano presentata da Movimento Cinque Stelle e Sinistra Ecologia e Libertà alla quale ha aderito anche Lega Nord. Nessun colore politico, né tantomeno manipolazione dell’informazione. I partiti hanno chiesto chiarezza sui fatti in sede istituzionale.
Tuttavia, dopo l’andata in onda del filmato di Gazebo, ritrasmesso da poi tutte le emittenti televisive Rai, Mediaset, La7 e Sky, l’argomento è stato rilanciato ma,senz’ombra di dubbio,ha ben poco gravato sul voto alla Camera che ha respinto ieri la mozione di sfiducia.

Durante la serata di domenica sui social, gli utenti dei social che stavano guardando Gazebo hanno espresso rammarico e rabbia, ringraziando il programma per la serietà e il reale “servizio pubblico” offerto, in quanto il video ha mostrato un’altra verità sui fatti: ovvero che un responsabile della polizia, in borghese, ha dato l’ordine di caricare, mentre nel corteo regnava la calma e a bordo strada vi erano gli agenti della polizia che stavano fumando una sigaretta. Insomma, una visione ben differente rispetto a quanto trapelato il giorno stesso dai media che titolavano “tensioni e scontri al corteo Ast Terni” o che inneggiavano ai famosi “tafferugli tra manifestanti e polizia”. E bene, il video dice chiaramente che non è andata esattamente così, contrariamente a quanto ribadito nuovamente dal ministro Alfano che dopo il voto di fiducia ha ribadito che “ai finti distratti dico che esistono altri video da angoli visuali differenti”.

Fatto sta, adesso di mezzo ci si mette anche la Divisione Investigazioni Generali e Operazioni Speciali (Digos) che ha chiesto con “urgenza”, tutto il materiale a disposizione del programma riguardante la manifestazione degli operai Ast di Terni.

Come riportano i media, nella lettera partita dalla Questura che ha come oggetto “29.10.2014 Manifestazione indetta dai dipendenti della Ast di Terni”, viene scritto che: “Per adempiere a delega dell’autorità giudiziaria, si prega voler acquisire le immagini nella disponibilità delle emittenti televisive Rai, Mediaset, La7 e Sky relative ai fatti occorsi il 29 ottobre in occasione della nota manifestazione indetta dai dipendenti della Ast di Terni”.
“In particolare, si chiede di procedere all’acquisizione del girato da cui sono state estratte le immagini divulgate nel corso di telegiornali e di trasmissioni televisive dedicate all’argomento specifico, quale ad esempio la trasmissione Gazebo del 2 novembre”.

Infine la Digos conclude che “si prega di voler trasmettere i filmati così acquisiti, nonché quelli scaricabili da social network, a quest’ufficio per i seguiti di competenza. Si rappresenta che la richiesta riveste carattere di urgenza”.

Intanto, dopo gli accaduto la procura di Roma ha aperto un’inchiesta, per ora senza ipotesi di reato e sta ora in fase di acquisizione del materiale. La Digos nei giorni successivi aveva immediatamente depositato dei documenti, mentre ci sono altri video che sono stati consegnati alla procura tra cui alcuni che mostrerebbero un operaio che colpisce un sindacalista che era al corteo. In ogni caso, il bilancio della giornata era stato di 4 operai e di altrettanti poliziotti feriti.

Carlotta Degl’Innocenti