L. elettorale: Gasparri polemizza su pressing di Renzi

Maurizio Gasparri (ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)
Maurizio Gasparri (ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)

Il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri ha rilasciato un commento all’indomani dell’incontro, a Palazzo Chigi, tra il premier Matteo Renzi e il leader forzista Silvio Berlusconi, mirato a riavviare il cosiddetto “Patto del Nazareno” con lo scopo di fare pressing sulla nuova legge elettorale per sbloccare il percorso di approvazione del provvedimento, fermo in Senato dal mese di marzo scorso, per proseguire la via delle riforme.

“Le regole, o si scrivono insieme oppure saltano. Non siamo noi che ci tiriamo indietro, è semmai Renzi che impone un ricatto e fa saltare il banco delle riforme”, ha dichiarato Gasparri, spiegando che “sulla legge elettorale ci siamo aperti a ben nove modifiche della legge per senso di responsabilità e mantenere i patti. Ora si vorrebbe modificare di nuovo la legge e imprimere un’accelerata. E questo non va bene”.

Per quanto riguarda l’atteggiamento di Renzi che avrebbe imposto un aut aut sulla soglia per l’attribuzione del premio di maggioranza al 40 % in modo da assegnare alla lista vincente 350 seggi e un sistema di candidature con capilista bloccati e preferenze. Tra le altre misure anche la soglia di ingresso al 5% con premio di lista mentre per i partiti la soglia per i partiti che ne fanno parte deve stare dentro il 4%.
Secondo le indiscrezioni riportate da Repubblica, l’ex premier forse temerebbe l’ascesa della Lega Nord e che pertanto riterrebbe “che il premio di lista sia pericoloso per lui, e vorrebbe rimanere col premio alla coalizione”.

“Abbiamo offerto la nostra collaborazione ma Renzi non può scriversi le regole da solo”, ha pertanto affermato Gasparri, evidenziando che “ci sono ben altre priorità da affrontare, soprattutto quelle sul piano economico. Noi proseguiremo sulla nostra strada di contrasto al governo che sulla famiglia, sulla casa, sul fisco, sull’immigrazione ha adottato una politica fallimentare”.
“Al gioco di Renzi non ci stiamo”, prosegue in chiave polemica l’ex ministro delle telecomunicazioni nell’era Berlsuconi, secondo il quale, Renzi “in evidente difficoltà perché non sta combinando nulla di buono rimescola le carte in tavola per distrarre gli italiani. Pensi a fare cose serie e utili. Il fianco per i suoi capricci non glielo prestiamo”.

C.D