Pompei, protesta dipendenti: turisti a digiuno di cultura. Francheschini: “Danno incalcolabile”

Sito archeologico di Pompei (Getty images)
Sito archeologico di Pompei (Getty images)

E’ caos a Pompei dove da ieri i dipendenti degli scavi dei siti archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia hanno di Uil, Flp, Unsa e Rsu hanno promosso una protesta che durerà fino a domani 7 novembre, con assemblea promosse ad orari alterni con le quali contestano l’organizzazione del lavoro e il luogo di lavoro, fatto di prefabbricati di cemento-amianto. Tanto che alla cassa era stato segnalato con un volantino: “Si comunica che il 5, 6 e 7 novembre gli scavi resteranno chiusi al pubblico dalle ore 8:30 alle 11 a causa di assemblee sindacali del personale”. La stessa Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia aveva riferito di probabili disagi.
E così, ieri sono rimasti in balia del vento di scirocco circa due mila turisti che non sonno potuti entrare nel sito archeologico di Pompei tra le 8h e le 11h, mentre questa mattina, si parla di un migliaio di turisti rimasti davanti ai cancelli, a digiuno di cultura.
Una situazione intollerabile per il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini che in un tweet ha parlato di un “danno incalcolabile: “A Pompei seconda mattina di assemblea e ancora turisti davanti ai cancelli chiusi. Un danno incalcolabile per l’immagine dell’Italia intera”, aggiungendo che “da quando sono ministro a Pompei sono arrivate 78 persone per superare le carenze di personale”, riferendosi all’accordo raggiunto la scorsa estate con i sindacati, dopo settimane di proteste con le quali i dipendenti segnalavano la carenza di personale per sovraintendere il sito, la loro tutela e ricordavano le lentezze dei lavori di restauro e messa in sicurezza del sito.

Per domani, intanto ci si chiede cosa faranno i turisti davanti ai cancelli del sito, considerando che è previsto un peggioramento delle condizioni meteorologiche.
Redazione