Napolitano contro le rappresentazioni meschine dell’Europa

Giorgio Napolitano (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)
Giorgio Napolitano (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

Prosegue il ciclo d’incontri che si è aperto ieri in occasione della Giornata Nazionale per la Ricerca sul Cancro, a Palazzo del Quirinale sul tema “L’Europa siamo noi”, alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha aperto il secondo giorno di incontri, nel Salone degli Arazzi, dedicato a “L’Europa della Scienza”, con la nuova direttrice del Cern, Fabiola Gianotti.
Il Capo dello Stato ha affrontato la questione dell’euroscetticismo dilagante per cui ha ribadito che è necessario “reagire alle tante rappresentazioni meschine, malevoli e riduttive della costruzione europea, sollecitare lo sforzo necessario per suscitare negli italiani il senso di immedesimazione nell’Europa unita. L’Europa unita, passando da 6 Paesi a 28, che ha conosciuto crisi e travagli, ha compiuto passi avanti e indietro, ma ha realizzato tante conquiste, gran parte delle quali rischiano di essere dimenticate per la convulse e riduttive polemiche politiche di oggi”.
Una visione dell’Europa intesa come contenitore non solo economico ma anche culturale che ha aperto numerose opportunità e temi di confronto per intraprendere un percorso di crescita non solo sul piano di un mercato unico che tenga il passo con un’economia mondiale sempre più competitiva e aggressiva e di un’alleanza geopolitica e di difesa comune, ma anche con l’idea di un’Europa sociale, mirata alla libera circolazione dei cittadini e in futuro alla costruzione di diritti.

Ma l’Europa è anche uno scambio culturale e della ricerca con i programmi promossi tra istituti scolastici e di livello universitario e di ricerca. Ieri, il presidente della Repubblica un po’ commosso aveva chiesto che si valorizzasse la ricerca.
Oggi, Napolitano è tornato sull’argomento, riguardando la figura della Gianotti, per cui ha sottolineato ai giovani che “il Cern è un posto meraviglioso per avvicinare le persone, ci lavorano 11mila scienziati provenienti da oltre 100 Paesi, è un esempio concreto di pace”.
E a chi critica il bel paese e il sistema della ricerca in Italia, il capo dello Stato replica ricordando che “l’Italia ha il contingente nazionale più cospicuo. Se pensate 11mila scienziati anziani e un po’ noiosetti vi sbagliate. Il picco è di 26 anni, la presenza delle donne è al 20%”.
“Abbiamo una bella mobilità di cervelli in Italia- ha poi aggiunto Napolitano- non è vero che tutti vanno via da qui. Alcuni per la loro vocazione e passione di ricercatore scientifico vanno all’estero e poi tornano”.

“Sentiamo valorizzazioni” di ricercatori italiano “che ci fanno molto piacere ci sono tanti italiani che fanno fare bella figura all’Italia”, ha poi esultato Napolitano, precisando inoltre che per la “qualità dei ricercatori, l’Italia è al settimo posto”.
Tuttavia, il Capo dello Stato non ha omesso di ricordare anche “il problema dei finanziamenti alla ricerca” e la “condizione abbastanza indecente” delle retribuzioni nonché le condizioni in cui operano i ricercatori italiani.

C.D.