Giallo Branchi: un sacerdote fa riaprire il caso dopo 26 anni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:49
Tribunale  (screen shot youtube)
Tribunale (screen shot youtube)

“Quello che sta emergendo è qualcosa di veramente grande. Più grande di noi”.Cosi Luca Branchi, fratello maggiore di Willy, il 18enne ammazzato barbaramente la notte del 29 settembre 1988 a Goro da mani ancora oggi ignote, ha parlato al Restodelcarlino.it più di una settimana fa.: “Più andiamo avanti, più emergono indizi importanti e più Goro è con noi. Mi fermano per strada, mi chiamano, tutti hanno voglia di arrivare alla verità.”

Dopo 26 anni dal brutale assassinio di Willy Branchi, avvenuto la notte del 29 settembre 1988 a Goro, la procura ha aperto un fasciolo sulla base dell’esposto depositato in mattinata dall’avvocato Simone Bianchi per la famiglia.

La conferma è arrivata in serata dal procuratore capo di Ferrara, Bruno Cherchi: ”Faremo accertamenti – spiega – e qualora emergano fatti nuovi chiederemo al gip la riapertura dell’inchiesta”. Tecnicamente si tratta di un fasciolo iscritto a modello 45, atti relativi, ed è già stato assegnato al pubblico ministero Tittaferrante.

L’esposto si basa in particolar modo sull’intervista esclusiva del nostro giornale uscita venerdì a don Tiziano Bruscagin, parroco per 32 anni di Goro: ”Se ha fatto dei nomi al giornalista – continua il procuratore – potrebbero essere determinanti per procedere con la nostra attività. Accerteremo ogni cosa e vediamo cosa emergerà”

MD