Atletica, Schwazer punta a Rio 2016. La FIDAL rimane basita

Alex Schwazer (Stefania D'Alessandro/Getty Images)
Alex Schwazer (Stefania D’Alessandro/Getty Images)

Il caso attorno al marciatore Alex Schwazer si arricchisce di una nuova puntata. Dopo essere stato squalificato per doping fino al 30 gennaio 2016 e dopo innumerevoli interrogatori e processi, adesso l’idea è quella di tornare a gareggiare e partecipare alle Olimpiadi di Rio 2016. Il suo legale, l’Avvocato Gerhard Brandstaetter, conferma all’Ansa la notizia: “Alex ha sofferto molto per l’errore commesso, ha pagato un prezzo sproporzionato in confronto ad altri peccatori. Si allena ed è in ottime condizioni fisiche”.

L’obbiettivo dell’altoatesino ora è quello di una riduzione della sua squalifica, magari attraverso l’affidamento ai servizi sociali, forse in una casa per anziani a Vipiteno. Il problema è che il prossimo 20 novembre è prevista la chiusura dell’inchiesta penale della procura di Bolzano per altre accuse di doping e dunque la squalifica potrebbe non solo non ridursi, ma persino prolungarsi ancora.

La FIDAL, la Federazione italiana dell’Atletico Leggera, preferisce non commentare queste vicende, rimanendo un po’ perplessa sul fatto che Schwazer possa tornare a gareggiare per i colori azzurri. E’ vero che la squalifica del marciatore per l’uso di EPO scadrà nel gennaio 2016, ma è anche vero che da circa un anno è in vigore la Carta etica, che stabilisce che ”chiunque incorra in squalifiche pari o superiori ai due anni, sulla base delle attuali normative antidoping, perde, da quel momento, il diritto a vestire la maglia azzurra, simbolo sportivo dell’Italia”.

Marco Orrù