Forza Italia: la fronda di Fitto

Raffaele Fitto (Getty Images)
Raffaele Fitto (Getty Images)

In vista del calendario di riforme sulle quale saranno impegnati i parlamentari di Camera e Senato e per cui è stato trovato sia un accordo tra i partiti di maggioranza e in ultimo un’intesa all’interno dello stesso Partito Democratico per il Jobs Act, nonostante le polemiche con Ncd, Forza Italia resta compatta e rinnova non solo il Patto del Nazareno con il premier Matteo Renzi, ma anche unifica le correnti più critiche tra le quali spicca quella a cui fa capo l’europarlamentare pugliese Raffaele Fitto.

Infatti, sembra proprio che il vertice di maggioranza promosso da Renzi abbia giovato al Comitato di presidenza di Fi che si è riunito questa settimana per discutere delle riforme e ha trovato una linea con la quale non solo rispettare gli accordi con il governo ma anche le necessità di un partito che fermo al 17% intende riproporsi e rinnovarsi.

Fitto nuovo coordinatore

Tanto che i quotidiani come Repubblica hanno evidenziato che Berlusconi si preparerebbe a cedere la “sua sovranità a Fitto” proprio per salvare il partito.
E questo all’indomani della pace ritrovata con Fitto che ha fatto prevalere la sua posizione per quanto riguarda il tema della riforma elettorale e sul piano della legge di stabilità.
In realtà, Berlusconi sarebbe al lavoro con Denis Verdini per riorganizzare Forza Italia tanto che si vocifera che Fitto potrebbe assumere il coordinamento dell’ufficio esecutivo, sorta di governo interno, il concorso nella scelta dei coordinatori regionali meridionali e del 30% dei candidati alle politiche.

Tuttavia, questa ipotesi sembra essere stata smentita dal leader incontestato del partito che in una nota ha commentato: “Leggiamo oggi in un articolo di Repubblica di un presunto piano di riorganizzazione di Forza Italia. L’intero contenuto di questo articolo è del tutto destituito di ogni fondamento e nessuna delle fantasiose ipotesi riportate è stata mai presa neanche lontanamente in considerazione”, ha scritto Berlusconi.

Nuove polemiche FI

Non a caso, proprio dopo il secondo incontro tra Renzi e Berlusconi, dopo la direzione del Pd, pare che abbia sollevato ieri nuove critiche all’interno do Forza Italia.
Infatti, nonostante le rassicurazione dell’ex Cavaliere sulla ratificazione del Patto del Nazareno, Fitto ha dichiarato che “l’esito dell’incontro tra Renzi e Berlusconi mostra una fotografia dei nodi che tuttora restano aperti e assolutamente non sciolti”, per quanto riguarda la legge elettorale.
Infatti, il dibattito è incentrato su alcuni nodi da sciogliere tra i quali alzare la soglia al 5% e concedere il premio alla lista oppure tenere la soglia al 3% ma dando il premio alla coalizione.

Insomma, una partita ancora da giocare per Berlusconi che incontrerà giovedì prossimo Fitto a Palazzo Grazioli giovedì prossimo. Tanto che secondo le indiscrezioni non solo Fitto pretenderà chiarimenti sul patto del Nazareno ma anche mirerà ad ottenere delle risposte sulla riorganizzazione del partito.

Storace per Fitto

L’ex premier dovrà fare i conti anche con l’ipotesi di una colazione di destra per cui lo stesso Francesco Storace, Segretario Nazionale de La Destra, in un editoriale pubblicato su il Giornale lo scorso 12 novembre aveva sottolineato che con Forza Italia si stava aprendo una fase di confronto serio, “su cui il premier non potrà più giocare allo spariglio”.
Tanto che Storace suggeriva a Berlusconi d’incontrarsi più spesso con Fitto sottolineando che in questo modo “avremmo un centrodestra che tornerebbe a credere nelle proprie possibilità di rimonta elettorale verso la sinistra”, spiegando che “con Fitto, dopo la manifestazione di domenica, sembra essersi riaperta una feconda stagione di dialogo, interrotta dal durissimo epilogo dell’ultimo ufficio di presidenza”.
“Leggo il nuovo ruolo al quale potrebbe assurgere Fitto come un segnale in questo senso- ha poi proseguito Storace. Tutto questo, certo non basta a qualificare l’alternativa, che ha bisogno di molte energie”.
“Molto dipenderà proprio da Berlusconi, che deve chiarire che tipo di alleanza vuole costruire e in che modo. Poi, tutto sarà possibile. E ciascuno di noi sarà chiamato a fare le sue scelte. Se ad esempio cominciasse a pensare che di destra c’è bisogno sia dentro che fuori del suo partito…”, aveva poi concluso il segretario de La Destra.

C.D.