Ast: martedì incontro decisivo in un “clima più disteso”

Operai Ast (ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)
Operai Ast (ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)

Il ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi parla di un “clima più disteso”, dopo l’ennesimo incontro tra lavoratori e Ast che si è tenuto ieri pomeriggio nel palazzo di via Veneto, a Roma. Contestualmente, è stato annunciato un nuovo vertice per le parti coinvolte martedì, sul quale ci saranno molte aspettative, come confermato dallo stesso Ministero: “Sulla base del confronto odierno e dei colloqui che proseguiranno nelle prossime ore il Governo auspica che il tavolo di martedì possa rappresentare un significativo passo in avanti per il futuro industriale dell’impianto”.

Le sigle sindacali Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Ugl forse per la prima volta sono uscite soddisfatte delle novità emerse durante l’incontro, che avrebbe “prodotto chiarimenti su alcuni punti che dovranno essere ulteriormente approfonditi e confermati”. Inoltre, i sindacati metalmeccanici ora sanno di poter contare sull’appoggio delle istituzioni: “Dal confronto è emersa una posizione convergente del Governo e delle organizzazioni sindacali sul mantenimento dell’attuale assetto produttivo dei due forni. Per questa ragione il Governo ha chiesto all’Ast di togliere la pregiudiziale di 24 mesi” ed estendere la loro apertura a tutta la durata del piano industriale di quattro anni. Altri punti di contatto tra Esecutivo e sindacati sono rappresentati dalla soglia minima di produzione fissata ad un milione di tonnellate di acciaio e l’ampliamento del mercato anche al bacino mediterraneo e non solo a quello del Nord del continente. Le categorie in difesa dei lavoratori sono disposte a parlare di esuberi solamente partendo da questi punti fermi: la Fiom, in particolare, punterebbe ad una riduzione dell’organico di sole 100 unità, a fronte delle 290 attualmente previste, da trattare con ammortizzatori come mobilità incentivata e contratti di solidarietà. Ast, da parte sua, potrà contare su significativi risparmi – 12 milioni dall’acquisto di energia elettrica a prezzo scontato dall’estero, in virtù del piano Interconnector, e 4 milioni derivanti dal taglio dell’Irap come previsto dalle novità di legge – e sugli impegni a migliorare la logistica da parte del Governo (collegamento Terni-Civitavecchia).

L’azienda ancora non si è sbilanciata a rispondere nel merito, ma si è detta speranzosa che “l’operatività possa riprendere quanto prima, nell’interesse di tutti”. Nel corso della prossima settimana sono in agenda una serie di incontri serratissimi, con quello di martedì, in particolare, che si spera “possa rappresentare un significativo passo avanti”. Prima e dopo si terranno “colloqui che proseguiranno nelle prossime ore tra tutte le parti”: lunedì il faccia a faccia tra sindacati e dirigenti tedeschi della Thyssenkrupp a Monaco di Baviera, martedì il tavolo al Mise fra tutte le parti, mercoledì eventuali accordi saranno sottoposti ai lavoratori dell’azienda. Da lì potrebbe finalmente profilarsi il lieto fine, oppure “in assenza di risposte, si intensificano le forme di lotta”, come preannunciato dalla Fiom.

Intanto, il sottosegretario Sandro Gozi, delegato agli Affari Europei, ha chiesto alla comunità di “monitorare molto attentamente la conformità del piano presentato dalla Thyssenkrupp” istituendo una “task force” su quello che è “oltre ogni dubbio un caso di ‘significativo ridimensionamento'”, rivolgendosi alla Commissaria Elzbieta Bienkowska.

Ap