Monte dei Paschi valuta partnership con un’altra banca

 Banca Monte dei Paschi di Siena  (FABIO MUZZI/AFP/Getty Images)
Banca Monte dei Paschi di Siena (FABIO MUZZI/AFP/Getty Images)

In vista del nuovo aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro, necessario dopo la bocciatura agli stress test dalla Bce, il Monte dei Paschi di Siena potrebbe unirsi ad un’altra banca. E’ quanto il presidente di Mps, Alessandro Profumo, ha dichiarato a Skytg24, nel programma di Maria Latella “L’intervista”: “Abbiamo un ulteriore aumento di capitale e dobbiamo remunerarlo: anche ipotesi di aggregazione dobbiamo considerarle seriamente”. Profumo ha precisato: “Al momento non si è presentato nessuno da noi”. Alla domanda sulla preferenza tra una banca italiana e una straniera, come partner del Monte dei Paschi, il banchiere ha risposto che sceglierebbe l’opzione che “presenta maggior valore per gli stakeholder, per le persone, per la comunità, per gli azionisti di Mps: quando una o l’altra si presenteranno con il Cda faremo la nostre scelte tenendo presente questo parametro”.

L’aumento di capitale di Mps era stato deciso dal Consiglio di amministrazione il 5 novembre scorso, per far fronte alle criticità della banca rilevate dallo stress test della Banca centrale europea, che per Mps aveva evidenziato un deficit di capitale da 2,1 miliardi di euro. L’aumento di capitale, come ha scritto il Cda in una nota servirà sia “a colmare in modo più che adeguato gli impatti negativi derivanti dallo scenario avverso dello Stress Test” della Bce sia “a rimborsare” i cosiddetti Monti bond ancora in portafoglio, pari a 1,07 miliardi di euro del prestito da circa 4 miliardi che il governo Monti concesse alla banca nel 2012, per salvarla dalle forti perdite subite a causa dell’acquisto di titoli derivati, e che fu approvato dall’assemblea degli azionisti nel gennaio del 2013. La scadenza per la restituzione del prestito è stata prorogata al 2017, ma con il nuovo aumento di capitale il rimborso dei Monti bond dovrebbe avvenire prima.

Nel frattempo, nel processo in corso a Londra contro la banca giapponese Nomura per lo scandalo derivati, sull’accordo per l’acquisto del derivato Alexandria all’epoca della presidenza di Giuseppe Mussari, Mps ha chiesto alla banca giapponese un risarcimento da 1,5 miliardi di euro. A fine ottobre, Mussari e gli ex vertici del Monte dei Paschi sono stati condannati per l’acquisto del derivato Alexandria.

Il nuovo aumento di capitale della banca senese dovrebbe essere approvato dall’assemblea straordinaria degli azionisti entro novembre.

V.B.